Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il premier israeliano uscente Benjamin Netanyahu ha rinunciato a formare un nuovo governo, rimettendo l’incarico nelle mani del presidente Reuven Rivlin che, a distanza di qualche ora, ha affidato il mandato esplorativo a Benny Gantz. Adesso il rivale centrista, leader della coalizione Blu Bianco, ha 72 ore di tempo per accettare l’incarico e 28 giorni per cercare una maggioranza in Parlamento, archiviando forse in maniera definitiva la leadership del rivale della destra.
Netanyahu, a capo del Likud, ha ammesso di non riuscire a formare un esecutivo. “Nelle scorse settimane - ha sottolineato ieri, giorno del 70mo compleanno - ho profuso ogni sforzo per portare Benny Gantz al tavolo dei negoziati, ogni sforzo per dar vita a un governo di unità nazionale ad ampio respiro, qualsiasi tentativo per scongiurare un’altra elezione”.
Le elezioni del 17 settembre scorso hanno confermato la situazione di stallo, che di fatto impedisce a uno dei due più importanti schieramenti a dar vita a una maggioranza che possa contare su almeno 61 seggi (su un totale di 120) alla Knesset, il Parlamento israeliano. Pur di sopravvivere a livello politico e scampare ai processi, Netanyahu aveva offerto a Gantz un governo di unità e un’alternanza alla guida del governo; proposta rispedita al mittente dal leader centrista.
Ora tocca a Gantz, il quale non può contare - ad oggi - su una solida maggioranza elettorale. Analisti ed esperti ritengono che anche i suoi sforzi cadranno nel vuoto e il Paese andrà per la terza volta (mai successo prima) al voto da aprile. In una nota la coalizione Blu Bianco si dice “determinata a formare un governo di unità di impronta liberale”.










