Pace, non "gestione dei conflitti", l'obiettivo per il Medio Oriente

Padre David-Maria A. Jaeger, osservatore della situazione in Terra Santa, commenta l'impegno preso da Bush nel suo discorso sullo Stato dell'Unione.

di David-Maria A. Jaeger*

Gerusalemme (AsiaNews) – Il discorso sullo Stato dell'Unione del presidente Bush esprime in concreto un rinnovato e rafforzato impegno per aiutare a portare la pace fra le due nazioni in Terra Santa, con la garanzia che diventino due stati liberi e democratici, uno accanto all'altro in pace. 

La situazione sul campo appare particolarmente favorevole per questo sforzo rinnovato. Infatti, sullo sfondo vi sono due scenari: la decisione di Israele di ritirare l'esercito e i coloni dalla Striscia di Gaza, e l'impegno del neoeletto presidente palestinese Mahmoud Abbas – conosciuto come Abu Mazen – di mantenere il controllo sulle organizzazioni armate nei territori palestinesi. In questo contesto è in programma martedì prossimo un incontro di capi di stato mediorientali a Sharm-el-Sheikh, dove si ritroveranno il re di Giordania Abdullah II, il presidente egiziano Mubarak, il presidente palestinese Abbas e il premier israeliano Sharon per trovare i modi di stabilizzare la situazione.

Due giorni prima, a partire da domenica prossima, è previsto l'incontro del nuovo segretario di Stato americano Condoleezza Rice con i leader di Israele e Palestina, per consegnare loro di persona il messaggio del presidente Bush. Chiaramente il compito più urgente deve ora essere la ripresa dei negoziati per un trattato di pace definitivo tra israeliani e palestinesi. Altrimenti tutto quello che si otterrà da tale attività diplomatica sarà semplicemente un precario ritorno alla situazione precedente al 28 settembre 2000, intrinsecamente instabile e sfociata nella violenza degli ultimi 4 anni.

La pace, non semplicemente la gestione dei conflitti, deve essere l'obiettivo. La pace è quello che i due popoli si augurano, sperano e ciò a cui hanno diritto. La pace è ciò che la leadership di Washington, rafforzata dalla nuova elezione, è pienamente capace di raggiungere. Bush senior, padre dell'attuale presidente, ha messo le fondamenta e creato il quadro legale e politico per raggiungere la pacificazione convocando la Conferenza di Madrid. Il secondo Bush ha ora l'opportunità storica di completare la missione.

Frate francescano, Gerusalemme

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