Rabbini si oppongono a benefattori USA del mondo evangelico

L'accusa: milioni di dollari sono spesi per fini politici e di proselitismo

Gerusalemme (AsiaNews/AP) – Per la prima volta alcuni rabbini israeliani hanno criticato con forza le donazioni di milioni di dollari distribuiti nello stato d'Israele da parte di  evangelici americani. Essi temono che dietro le enormi donazioni vi siano motivi politici, ma soprattutto di proselitismo. In una dichiarazione rilasciata ieri, essi dicono di temere che il vero intento dei doni  è la conversione degli ebrei.

Uno di questi benefattori, il gruppo di Chicago della International Fellowship of Christians and Jews, guidata dal rabbino Yechiel Eckstein, ha raccolto più di 100 milioni di dollari (20 milioni lo scorso anno), donati per assistere i poveri, gli anziani e gli immigranti israeliani, come anche le comunità povere di ebrei nella ex Unione Sovietica.

Il gruppo è stato severamente criticato, tanto che due ex rabbini capi di Israele, Avraham Shapira e Mordechai Eliahu, hanno chiesto a tutti i fedeli ebrei, portando ragioni religiose, di non accettare alcuna donazione. Il motivo è che l'associazione in questione riceve denaro da gruppi cristiani radicali impegnati in "attività missionarie". Anche Rabbi Simcha Hacohen Kook, rabbino capo della città di Rehovot ha criticato la Fellowship: "Essi spendono milioni di dollari per avvicinare di più la gente al cristianesimo, ha detto. La situazione è molto grave".

Rabbi Eckstein, che è un rabbino ortodosso, ha precisato che sebbene fra le migliaia di donatori vi siano persone che potrebbero sperare di convertire degli ebrei, "noi non permettiamo alcun tipo di attività missionaria". Egli ha aggiunto che i suoi donatori sono motivati da altri criteri, compresi il legame fra il popolo ebraico e la biblica terra d'Israele e i sentimenti di colpevolezza per l'antisemitismo.

Altre personalità religiose e leader politici israeliani hanno espresso preoccupazioni sul sostegno che i cristiani evangelici danno ai politici di estrema destra in Israele, e che si oppongono ad ogni compromesso con i palestinesi.

Diversi gruppi evangelici interpretano la Scrittura in modo radicale e credono in una battaglia apocalittica finale, in cui Israele avrà un ruolo centrale. Questi stessi gruppi sostengono visioni politiche altrettanto radicali. Alcuni di essi rifiutano il piano di pace della "road map", sostenuta dagli Stati Uniti, dicendo che ciò porterebbe Israele a fare delle concessioni; essi sono anche contrari alla proposta di Ariel Sharon di abbandonare gli insediamenti ebraici nella striscia di Gaza e in alcune zone della West Bank. Centinaia di chiese evangeliche fanno regolari donazioni agli insediamenti in Cisgiordania per attrezzature scolastiche, campi da gioco, strumentazioni sanitarie, autobus antiproiettile. Personalità più liberali si oppongono all'influenza politica dei gruppi evangelici che a loro parere instrada Israele verso un conflitto senza fine.

Il rabbino David Rosen, direttore dell'ufficio di Gerusalemme per gli affari interreligiosi del Comitato degli ebrei americani, ha detto che il lavoro politico di questi gruppi è perfino più pericoloso del loro lavoro caritativo a scopo di proselitismo. "Vi è sostegno alle posizioni più estreme nella società israeliana", ha dichiarato. "Trovo questo più preoccupante di qualunque attività missionaria".

 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000