Santa Sede - Israele: 10 anni dopo, i problemi ancora aperti

Santa Sede - Israele: 10 anni dopo, i problemi ancora aperti

Aspetta ancora di essere definita in modo soddisfacente la situazione della Chiesa cattolica in Israele, a dieci anni dall'Accordo fondamentale che ha portato all'istituzione di rapporti diplomatici ufficiali tra la Santa Sede e lo stesso Israele, come quest'ultimo chiedeva da tempo. Quell'Accordo prevedeva, tra l'altro, che lo status della Chiesa cattolica nel Paese sarebbe stata esaminata e sistemata con successivi accordi da raggiungere attraverso il lavoro di una commissione mista.

Dieci anni dopo, poco o nulla è stato fatto. Anzi, anche a motivo delle norme contro il terrorismo, su alcune questioni la situazione può dirsi peggiorata. Problemi come la concessione dei visti o dei permessi di soggiorno per il personale ecclesiastico, compresi i seminaristi, o come l'esenzione delle istituzioni religiose dalle imposizioni fiscali restano aperti. Altri, come la restituzione ai francescani del Cenacolo sembrano non volersi neppure aprire. Ora, dopo che un anno fa gli israeliani lasciarono, senza darne alcun motivo, il tavolo della Commissione mista, i colloqui sono ripresi. E Avraham Poraz, Ministro degli interni è andato in Vaticano per dare "assicurazioni" che i problemi saranno risolti. E' quanto lo stesso ministro ha detto in un'intervista ad AsiaNews, che sullo situazione ha sentito anche un francescano israeliano, esperto dei rapporti tra Chiesa e Stato in quel Paese.

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