Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Sforzi diplomatici sono in corso in Medio Oriente per sbloccare le tensioni israelo-palestinesi a pochi giorni dal vertice di Riyadh il 28 e 29 marzo. Il Segretario generale Onu, Ban Ki-Moon, ha incontrato oggi il premier israeliano Ehud Olmert a Gerusalemme. Contemporaneamente colloqui “paralleli” porteranno il Segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ad Amman, dove incontrerà re Abdallah.
La Rice, che ha già incontrato Ban Ki-Moon e Olmert in Israele, ha ricordato le condizioni necessarie per la pace. “Rinuncia alla violenza, necessità di riconoscere il diritto dell’altra parte di esistere e tenere in considerazione gli accordi passati: la Road Map - ha spiegato - contiene una serie di obblighi che vanno rispettati”. Della stessa opinione Olmert, che durante la conferenza stampa congiunta con il Segretario Onu stamane, ha ribadito: “Il Tracciato di Pace del Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu, ndr) resta la base per qualsiasi progresso nei negoziati israelo-palestinesi”. Da parte sua Ban, al suo primo viaggio in Medio Oriente, ha incoraggiato il governo di unità nazionale palestinese a mostrare un sincero “impegno nel processo di pace”. “Occorre verificare che il nuovo governo combatta la violenza - ha detto il Segretario Onu alla stampa - ci attendiamo che esso metta fine al lancio di razzi da Gaza”. Israele, d'altra parte, “deve impedire le attività di insediamento e facilitare la vita dei palestinesi”. Da Ramallah, dove ieri ha incontrato il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, Ban ha chiesto ad Israele e al mondo di dare fiducia all’Anp e non sprecare le occasioni fornite da un “momento così importante” per rilanciare il processo di pace. Il segretario Onu ha affermato: “Tutti siamo pronti a lavorare duro: Abu Mazen e' pronto a parlare di pace; i Paesi arabi presentano la loro iniziativa”.
Questa settimana al centro del vertice della Lega araba a Riyadh vi sarà la proposta di pace formulata nel 2002 dall'Arabia Saudita che prevede il pieno riconoscimento di Israele e la pace con tutti i Paesi arabi in cambio del ritorno ai confini anteriori alla guerra del 1967, della creazione di uno Stato palestinese indipendente con capitale a Gerusalemme Est, del ritorno dei palestinesi nelle terre perse nel ‘67. Israele si dice pronto a discutere il piano, ma solo se sarà tolta l’ultima clausola.










