Torna il terrore a Gerusalemme. E sale la tensione dentro e fuori Israele

Il primo attentato a un bus dal 2004 ha fatto un morto e 35 feriti. Si riaccende il conflitto sulla striscia di Gaza, con lancio di razzi e incursioni degli aerei israeliani. Polemiche per due leggi giudicate anti-arabi approvate dalla Knesset.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Il Primo ministro israeliano ha dichiarato che chiunque attacchi Israele imparerà che il Paese ha “una volontà di ferro” per difendersi. Benjamin Netanyahu che parlava dopo che una bomba a Gerusalemme ha ucciso una donna ferendo 35 persone ha detto che negli ultimi due anni una combinazione di sicurezza preventiva e dura risposta agli attacchi ha preservato la pace e la sicurezza. “Di recente c’è chi cerca di infrangere questa calma. Mettono alla prova la nostra volontà e la nostra determinazione”. Il governo agirà “vigorosamente, responsabilmente e con prudenza”, ha promesso Netanayahu.

Quello compiuto ieri alla fermata dell’autobus è stato il maggiore attentato terroristico a Gerusalemme dal 2008, e il primo che ha preso di mira una stazione di autobus dal 2004. Gli attacchi agli autobus a Gerusalemme erano diventati molti frequenti durante la seconda Intifada, che ha avuto inizio nel 2000. Non c’è ancora nessuna rivendicazione per la bomba esplosa ieri; anche se alcuni sospettano che i responsabili siano i terroristi della “Jihad islamica”.

L’attentato giunge in un momento di crescente tensione nella zona. Nelle prime ore di ieri un uomo è rimasto ferito a Bersheeba quando due razzi Katyusha sparati da Gaza sono esplosi in città. Altri proiettili, di mortaio, sono caduti senza conseguenze su altri centri del sud di Israele. Israele ha risposto immediatamente con attacchi aerei su Gaza, dove il portavoce di Hamas ha promesso di “riportare la calma” dopo i lanci di razzi dei giorni scorsi. “Lavoreremo per ristabilire la situazione di stabilità delle ultime settimane”, ha dichiarato Taher al-Nunu, parlando per il gruppo islamico.

Un altro elemento di tensione è dato dall’approvazione, ieri, alla Knesset, di due leggi che i critici giudicano discriminatorie verso la popolazione araba di Israele. La prima nega fondi dello Stato, e stabilisce multe, per ogni comune o organizzazione che ricordi ciò che accadde nel 1948 come “Nakba”. “Nakba” (catastrofe) è il termine che i palestinesi usano per descrivere la sconfitta nella guerra che portò alla creazione di Israele. La seconda legge dà alle piccole comunità il potere di decidere se accettare o meno  chi vuole andare a vivere lì. Entrambe le leggi, proposte dal partito ultra nazionalista del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, sono passate dopo un acceso dibattito guidato dai parlamentari arabo-israeliani, che le definiscono razziste.  

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