Il coraggio di una donna: senza velo in Parlamento

Il ministro dell’educazione del Kuwait, Nouriya Al-Subeeh, non ha voluto indossare il velo in Parlamento. Questo gesto ha suscitato le critiche dei suoi colleghi ministri, secondo i quali bisogna rispettare la legge islamica che prevede il velo per le donne. Invece gli intellettuali del Paese si sono schierati in favore della donna portandola a esempio per tutte quelle donne vittime del potere maschile.

Madinat al-Kuwait (AsiaNews/Agenzie) – Il rifiuto del ministro dell’educazione del Kuwait, Nouriya Al-Subeeh, di indossare il velo in Parlamento ha suscitato da un lato il risentimento dei ministri islamici, dall’altro il sostegno degli intellettuali del Paese secondo i quali nessuno può imporre l’obbligo del velo.

 

Il ministro Al-Subeeh, spiegando le ragioni del suo rifiuto in un intervista rilasciata al settimanale egiziano Roz Al-Yousuf, dice “deve essere rispettata la scelta di una donna che non vuole indossare il velo, come quella di chi invece lo vuole indossare”. “Dal mio punto di vista – aggiunge Al-Subeeh – questa è l’essenza della democrazia, rispettare e accettare l’opinione degli altri”.

I ministri hanno invece criticato la decisione della collega, sostenendo che per legge le donne devono indossare il velo. “L’art. 1 della legge per le elezioni del 2005 – affermano - riconosce diritti politici alle donne, che però devono rispettare la legge islamica”. A maggior ragione, secondo loro, il ministro dell’educazione deve dare il giusto esempio e indossare il velo come prevede la legge.

 

C’è tuttavia qualche ministro che ha difeso la scelta di Al-Subeeh, sostenendo che il Parlamento non è la moschea dove prima di entrare bisogna levarsi le scarpe e indossare il velo, quindi indossare il velo è una decisione personale, non un obbligo.

Shamlan Yousuf Al-'Issa, docente di scienze politiche dell’Università del Kuwait, ha criticato le interferenze dei gruppi religiosi. Secondo il professore, questi gruppi stanno cercando, all’interno del Parlamento e fuori, di interferire in ogni ambito della vita e di prendere il potere, qualche volta in nome della religione qualche altra in nome delle tradizioni.

Secondo il giornalista Hassan Al-'Issa, il ministro Burmiya non aveva alcun diritto di attaccare Nouriya Al-Subeeh.

 

Il sociologo Ali Al-Tarah parla di un mondo capovolto dove acquista valore ciò che non dovrebbe averne. “Il velo – dice il sociologo – non rispecchia la personalità di chi lo indossa, si tratta semplicemente di una scelta personale che dobbiamo rispettare”.

 

Un avvocato e scrittore egiziano, Naja Abd Al-Halim, ha lodato il coraggio del ministro dell’educazione e scrive “La signora Nouriya è entrata in Parlamento con raro coraggio, grande sicurezza e calma, per l’invidia di tutti, soprattutto delle donne e speriamo che ogni donna vittima della tirannia, della dominazione, dell’arbitrarietà, dell’arroganza e del disprezzo di un uomo,impari da lei”. “Sarebbe meglio interessarsi - aggiunge Naja Abd Al-Halim - di ciò che c’è nella testa di Nouriya piuttosto di ciò che vi è sopra”.

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