Appello di Hanoi: fate rientrare dal Libano i nostri emigranti

Sono 147 i vietnamiti che lavorano in Libano. Costretti dalla povertà ad emigrare, ora non riescono a rientrare in patria. Appello a 12 nazioni, fra cui Usa e Germania.

di JB Vu

Hanoi (AsiaNews) – Il governo vietnamita ha inviato una nota diplomatica alle ambasciate di 12 Paesi – fra cui Stati Uniti, Canada e Germania – con richiesta "di aiutare i lavoratori del Vietnam a lasciare con urgenza Beirut".

Sono 147 i lavoratori vietnamiti bloccati in Libano nagli scontri fra Hezbollah ed esercito israeliano: la maggior parte di loro lavora lì come dipendente di ditte estere, ma ha lasciato la famiglia nel Paese d'origine.

Tuttavia, le famiglie sono molto preoccupate, perché dalla capitale libanese continuano ad arrivare racconti di guerra. "Ho molta paura – dice per telefono ai familiari la signorina Uyen – perché la scorsa notte gli aerei militari hanno bombardato una zona molto vicina a casa mia". Sempre da Beirut, una giovane ha chiamato la sua famiglia senza riuscire a parlare, per le lacrime di paura: vive lì con il figlio, che ha 12 anni.

Un uomo della provincia di Thai Binh dice ad AsiaNews: "Mia moglie è partita anni fa per la Libia, per cercare di guadagnare qualcosa. Tempo fa si è spostata in Libano, per lavorare presso una famiglia del posto: con il suo stipendio, sto cercando di costruire una casa qui".

"D'altra parte – aggiunge – non avevamo scelta: qui non si riesce a guadagnare il necessario per vivere, figuriamoci per tirare su una famiglia. Sono molto preoccupato, ma spero per il meglio: come lei, tutti gli altri che sono partiti".

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