Beirut (AsiaNews) – Il parlamento libanese ha approvato un emendamento alla legge sul lavoro che permette ai 400 mila rifugiati palestinesi nel Paese di esercitare tutti i mestieri garantiti agli stranieri. La legge presenta diritti più diluiti rispetto alla proposta fatta mesi fa dal parlamentare druzo Walid Joumblatt, che domandava anche il diritto per i palestinesi di divenire proprietari di terreni o case.
Con la nuova legge i rifugiati potranno fare lavori sotto contratto (finora essi erano impiegati come manodopera illegale solo nell’agricoltura e nell’edilizia) e avere coperture mediche e pensionistiche. Rimangono ancora esclusi per loro impieghi statali, nell’esercito, in polizia, come medici o avvocati, non essendo cittadini libanesi.
Il dibattito sulla legge ha suscitato discussioni infuocate e ha polarizzato il parlamento lungo linee etnico-religiose. Solo a poco a poco si è giunti a una discussione più obbiettiva (v. AsiaNews.it, 02/07/2010 Il Libano si divide sui “diritti umanitari e sociali” dei palestinesi).
La presenza di palestinesi in campi di rifugio, dove sono presenti anche gruppi armati, è vista dalla popolazione come un pericolo, giustificato anche dalla passata guerra civile (1975-1990), alimentata dai palestinesi di Arafat.
Osservatori libanesi sottolineano che il problema palestinese non può essere addossato sui soli libanesi, ma è una questione di cui la comunità internazionale deve farsi carico, affrettando una soluzione al problema israelo-palestinese. (PD)










