Beirut, posticipate le consultazioni parlamentari per il premier. Torna in campo Hariri

Il presidente libanese ha rimandato di una settimana, dal 9 al 16 dicembre, le consultazioni. Una decisione frutto del ritiro della candidatura di Samir Khatib. Il fronte sunnita punta di nuovo sul premier uscente. Patriarca Raï ai leader politici: non cercate di opporvi alla “rivolta popolare”.

di Dario Salvi

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Il presidente libanese ha posticipato di una settimana le consultazioni parlamentari, passaggio fondamentale e vincolante per la nomina di un nuovo Primo Ministro dopo le dimissioni di Saad Hariri in seguito all’ondata di proteste anti-governative. La discussione, prevista in un primo momento oggi, si terrà invece il prossimo 16 dicembre; dietro la decisione il cambio di rotta fra i sunniti, che ha portato al ritiro della candidatura dell’uomo d’affari Samir Khatib e al ritorno in auge del Primo Ministri uscente. 

Il sistema politico e istituzionale libanese prevede che il ruolo di presidente sia occupato da un cristiano (maronita), quello di presidente del Parlamento da uno sciita, mentre il premier è riservato a un sunnita. Nel fine settimana si è di nuovo creato un vasto consenso attorno ad Hariri, che torna così in gioco come candidato più autorevole per l’incarico. 

“Alla luce degli sviluppi - si legge in una nota - su desiderio e richiesta della maggioranza dei blocchi parlamentari, e per favorire maggiori consultazioni e contatti, il presidente [Michel] Aoun ha deciso di posporre” le consultazioni. In precedenza il capo dello Stato aveva parlato con il presidente della Camera Nabih Berri e il premier ad interim Hariri, dopo il ritiro della candidatura qualche ora prima di Khatib. 

Nei giorni scorsi i principali schieramenti, fra cui il movimento al-Mustaqbal di Hariri, avevano raggiunto il consenso sul nome di Khatib. Poi, nel fine settimana, l’improvviso cambio di rotta. 

Sulla situazione di crisi politica ed economica, che ha portato anche a diversi casi di suicidio fra la popolazione, è tornato anche il patriarca maronita il card Béchara Raï, che ha chiesto ai leader politici di non opporsi alla “rivolta popolare” giunta ormai al 53mo giorno. “La rivoluzione del popolo - ha sottolineato il porporato - è come la pioggia torrenziale. Non cercate di opporvi, per il bene vostro e del Libano”. Sulla situazione è intervenuto anche il metropolita greco-ortodosso di Beirut Élias Audi, secondo cui i responsabili politici hanno “paura della voce di tutti quelli che amano il Libano”, la voce “del diritto e della verità”. Il patriarca greco-ortodosso Youhanna X Yazigi auspica la formazione di un nuovo governo “che risponde alle richieste del popolo”. 

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