Cessate il fuoco, corridoi umanitari e solidarietà, l'appello dei vescovi maroniti

Documento in otto punti dei vescovi, convocati dal rientrato patriarca Sfeir. Appoggio al governo e appello ai partiti a superare divisioni e contrasti. Mercoledì a Roma vertice internazionale sul Libano.

di Youssef Hourany

Beirut (AsiaNews) - Immediato cessate il fuoco e apertura di corridoi umanitari, condanna dell'invasione israeliana ma anche della politica dei sequestri, appoggio al governo e invito ai partiti a cercare unità d'intenti, unità col Papa per la giornata di preghiera per la pace in Libano, in programma domani. Sono i punti di una dichiarazione dei quali i vescovi maroniti, diffusa al termine della riunione d'urgenza convocata dal patriarca Nasrallah Sfeir, rientrato a Beirut. Intanto ieri si è deciso un vertice internazionale di alto livello che la prossima settimana a Roma discuterà i modi per porre fine alle ostilità in Libano e Israele sulla base del documento del G8.

Le conclusioni dell'assemblea, alla quale non hanno potuto prendere parte i vescovi maroniti del Sud-Libano (di Tiro mons. Nabil Hajje e di Saida mons. Elias Nassar) sono riassunte in otto punti: 1) condanna della reazione di Israele al sequestro dei due soldati, indicando che la risposta al sequestro non deve essere una reazione contro il Libano, anche se i vescovi non condividono in nulla la teoria del sequestro delle persone; 2) Appello agli uomini di buona volontà per il soccorso dei cittadini inermi che sono stati costretti ad abbandonare le loro case e le loro terre d'origine; 3) Appello alle Nazioni uniti perché raddoppino il loro sforzo per arrivare ad un cessato il fuoco, in modo capace di aprire le porte verso delle mediazioni che possano risparmiare vittime innocenti; 4) Apprezzamento per lo sforzo "intelligente" compiuto dal governo libanese e dal suo presidente mediante azioni diplomatiche ed appoggio al governo di Fouad Sinora; 5) Auspicio che tutti i responsabili politici libanesi, malgrado le loro differenze di vedute, superino le divisioni e si mettano insieme per cercare una soluzione, evitando sfide e confronti inutili; 6) Invito a tutti i cittadini ad accogliere i loro fratelli, senza differenza tra cristiani e musulmani, anche aprendo scuole e case per offrire soluzioni degna di ogni uomo; 7) Appello ai responsabili della violenza, perché permettano l'arrivo dei rifornimenti alimentari e medici alle persone sequestrate e costrette a rimanere nelle loro case sotto i bombardamenti ed invito agli uomini della Croce Rossa ad assicurare aiuto ai bisognosi; 8) I Vescovi maroniti hanno salutato l'iniziativa del Santo Padre Benedetto XVI di pregare domani, 23 luglio, per la pace in Libano, invitando tutti i loro fedeli a rispettare questa volontà del Papa, perché solo la preghiera può salvare il Paese.

Per studiare le possibili vie verso il raggiungimento di un cessate-il-fuoco il prossimo 26 luglio a Roma si terrà una conferenza internazionale che vedrà confrontarsi il Segretario di Stato statunitense Condoleezza Rice – al termine del suo tour in Israele e Cisgiordania – i ministri degli Esteri di Italia, Russia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Egitto, Arabia Saudita e Giordania, oltre a quello libanese. Presenti anche Javier Solana per l'Unione Europea e rappresentanti dell'Onu e della Banca mondiale. Assente, invece, Israele, che nel fine settimana prevede di ammassare tre o quattro divisioni lungo la frontiera settentrionale. Il governo ha richiamato altri tre mila riservisti, dopo i sei mila richiamati il 12 luglio.

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