Esercito conquista il pieno controllo di Nahr al-Bared

Dopo 3 mesi di combattimenti, le truppe libanesi dichiarano la fine dell’assedio al campo profughi palestinese, dove erano asserragliati i militanti di Fatah al-Islam. Forse ucciso il leader del gruppo terrorista. La vittoria potrebbe aprire la strada alla candidatura del capo dell’esercito, Suleiman, a capo di Stato.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) – L'esercito libanese ha preso pieno controllo del campo profughi palestinese di Nahr al-Bared dove combatteva da più di 3 mesi contro i militanti islamici di Fatah al-Islam, gruppo sunnita d’ispirazione qaedista. La vittoria dei militari sui terroristi asserragliati nel campo a nord del Paese è stata accolta con gioia dalla popolazione: in migliaia ieri si sono riversati nelle strade in diverse città libanesi sventolando la bandiera nazionale, cantando inni patriottici e lanciando riso. Le truppe impegnate nell’assedio hanno sparato colpi a salve come segno di gioia.

 

L’esercito ha conquistato Nahr al-Bared ieri. Inutile il disperato tentativo di alcuni militanti di fuggire: almeno 37 sono stati uccisi e più di 12 arrestati. Intanto attende la conferma degli esami del Dna la notizia che negli ultimi combattimenti di ieri sarebbe morto anche il capo di Fatah al-Islam, Shaker al Absi. Il suo corpo è stato identificato nell'ospedale di Tripoli, città non lontana dal campo di Nahr al-Bared. Dall’inizio della crisi, il 20 maggio scorso, le vittime registrate sono almeno 120 militanti, 42 civili e 157 militari. La maggior parte dei 30mila abitanti del campo palestinese è fuggita. Il premier Fouad Siniora si è congratulato ieri per il successo e ha promesso di ricostruire il campo e garantire il ritorno dei rifugiati palestinesi.

 

In questi tre mesi diverse ipotesi si sono susseguite sulle forze dietro Fatah al-Islam. In molti ritengono che la formazione terroristica abbia legami con i servizi di Damasco, intenzionata a distruggere la fragile democrazia libanese.

 

La soluzione dell’assedio arriva a tre settimane dall’elezione del nuovo presidente del Libano, dove profonda è la divisione tra il governo filo-occidentale e l’opposizione guidata da Hezbollah, vicina ad Iran e Siria. Alcuni analisti prevedono che la vittoria dei militari su Fatah al-Islam, possa aprire la strada alla candidatura del capo dell’esercito, gen. Michel Suleiman, visto come unico garante della pace.

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