I vescovi libanesi: concordia nazionale e punire chi ha ucciso Hariri

Alla vigilia dell'anniversario dell'attentato all'ex premier, l'episcopato maronita chiede che l'inchiesta prosegua fino all'individuazione dei colpevoli. Appello ala concordia nazionale: Evitare contrasti tra cristiani per il seggio di Naim.

di Youssef Hourani

Beirut (AsiaNews) - Un appello alla concordia nazionale ed in particolare tra i cristiani e la richiesta che l'inchiesta sull'assassinio dell'ex premier Rafic Hariri prosegua fino alla punizione dei responsabili: sono i due aspetti della vita pubblica libanese sulla quale si è centrata maggiormente l'attenzione dell'incontro mensile dei vescovi maroniti, tenutosi oggi a Bkerke, sotto la presidenza del patriarca, il cardinale Nassrallah Sfeir.

I vescovi, in un comunicato, lamentano l'assenza di un minimo di concordia e di collaborazione tra le autorità e le stesse massime cariche dello Stato. I vescovi  accennano anche alla necessità di evitare un conflitto inter-cristiano per il seggio del defunto deputato delle Forze libanesi Edmond Naim, che ha visto le contrastanti dichiarazioni del generale Aoun e di Geagea.

Il documento, nella ricorrenza del primo anniversario (14 febbraio) dell'assassinio di Hariri, rivolge un appello ai responsabili dell'indagine sull'assassinio di Hariri e di tutti gli altri attentati, perché raggiungano la verità, unica via capace di calmare gli animi, e impongano le sanzioni le più dure. Si raccomanda infine di raddoppiare le misure di sicurezza per evitare incidenti simili.

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