Il patrirca Rai in Canada per incontrare la diaspora libanese

Il problema dei giovani e la mancanza di sacerdoti. Necessario mantenere il legame con la “Patria spirituale”. La richiesta per un governo tecnico. Per il Libano il milione e mezzo di profughi siriani è un “fardello insostenibile”.

di Fady Noun

Montreal (AsiaNews) – Si è aperto oggi in Canada il primo incontro ufficiale della Conferenza delle diocesi maronite della diaspora, a cui presenzia anche il patriarca card. Beshara Rai. La conferenza riunisce le diocesi di Brooklyn, Los Angeles, Montreal, Australia, Argentina, Brasile e Francia.

Durante la conferenza si terrà un resoconto sulla vita delle diocesi e in particolare un focus sui giovani. I vescovi discuteranno anche della liturgia come fattore di unificazione fra i maroniti, e il legame tra il Libano e i libanesi della diaspora. In agenda vi sono anche questioni religiose e nazionali, come l’attuale stallo politico del Libano, e l’impatto che questi fattori giocano sul Paese e sulla comunità maronita. Uno degli argomenti più scottanti sarà la mancanza di sacerdoti, in una diaspora in continua espansione. A tal riguardo, in giugno, durante l’ultimo sinodo della Chiesa maronita tutte le diocesi sono state invitate a selezionare dei preti disponibili a servire all’estero. L’assemblea dovrà affrontare la problematica della preservazione dell’identità religiosa e culturale nei Paesi di emigrazione, dove la qualità della vita è spesso superiore a quella del Libano: il Patriarca maronita dovrà predicare l'attaccamento alla fede cristiana e all'identità libanese, ricordando l'importanza di preservare il loro legame con il Libano, “la loro patria spirituale”.

Il patriarca è in visita pastorale in Canada per la seconda volta: la prima volta era stata nel 2012. Ieri, insieme al vescovo maronita canadese mons. Marwan Tabet, il card. Rai ha accolto alcuni rappresentanti dei partiti libanesi presso i saloni della cattedrale di Saint-Maron. Nell’occasione, egli ha sottolineato “l’importanza che la diaspora resti solidale”, denunciando con durezza “le divisioni interne” in Libano e raccomandando “che esse non vengano esportate”. Ieri il card. Rai è anche intervenuto davanti alla Conferenza episcopale canadese, riunita a Cornwall (Ontario). Egli ha ricordato le difficoltà con cui si confrontano i cristiani del Medio Oriente, condannando gli Stati che “forniscono armi e soldi a certi gruppi estremisti”, alle mani dei quali molti cristiani d’Iraq e Siria hanno sofferto.

Durante un’intervista rilasciata all’Agenzia nazionale d’informazione (Ani), il card. Rai è tornato a chiedere ai partiti politici del Libano di istituire un governo d’emergenza, accusandoli di mistificare la situazione del Libano, “morto economicamente e finanziariamente”, proprio mentre la comunità internazionale stanzia 11,5 miliardi di dollari per rilanciare l’economia del Paese.

(Ha collaborato Fady Noun)

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