Beirut (AsiaNews/Agenzie) – Il Libano rischia in queste ore di dover affrontare un vuoto di potere politico, dopo che questa notte il presidente Emile Lahoud ha lasciato la carica senza un successore eletto. Prima di andarsene, il politico pro-Siria ha raccomandato all’esercito di assumere la gestione della situazione.
Il primo ministro Fouad Siniora, tuttavia, ha respinto l'iniziativa presidenziale ed ha ricordato che, secondo la Costituzione, il governo ad interim deve essere guidato da lui e dal suo Gabinetto. Al momento, la situazione è in stallo, ma è palpabile la tensione nel Paese: i soldati sono infatti in tutti i luoghi importanti della maggiori città, e scuole e negozi sono chiusi.
L’ultimo tentativo in ordine di tempo per ristabilire una situazione politica accettabile è fallito ieri, quando i parlamentari dell'opposizione (vicini a Damasco) hanno impedito di raggiungere il quorum necessario per l’elezione di un nuovo presidente. Una nuova sessione di voto è stata fissata per il prossimo 30 novembre.
Washington ha invitato tutte le fazioni politiche a rimanere calme, ed ha ricordato che “la legge prevede che per il momento il potere di guidare la nazione è nelle mani del Gabinetto libanese”. In risposta, Lahoud ha emesso un comunicato che dice: “Vi sono condizioni e rischi tali che si può temere uno stato di emergenza". Tuttavia, egli non può dichiarare lo stato di emergenza senza il voto favorevole del governo.
Siniora ha risposto dicendo che “il documento presidenziale non ha valore ed è incostituzionale. E’ come se non fosse mai stato emesso”.










