Lahoud parlerà con Sfeir del futuro della presidenza libanese

L'incontro dovrebbe avvenire nelle prossime 48 ore; il patriarca non vuole fare un « sinodo politico », ma è pronto a benedire ogni accordo tra cristiani sul modo di giungere ad una conclusione. Secondo fonti del patriarcato, il cardinale "non mancherà di aiutare il presidente Lahoud a vedere meglio la realtà".

di Youssef Hourany

Beirut (AsiaNews) – Il futuro del presidente della Repubblica, Emile Lahoud, che alcune voci vogliono coinvolto dal rapporto Mehlis nelle accuse contro la Siria e la "confusione" che regna tra i libanesi. Saranno questi gli argomenti centrali dell'incontro tra il patriarca maronita Nasrallah Sfeir e lo stesso presidente Lahoud che dovrebbe avere luogo, a quanto si dice, nelle prossime 48 ore. "La gente – ha detto il patriarca ad AsiaNews – vive in una grande confusione e non sa dove va. Ci si chiede chi sono i criminali e chi gli innocenti: è vero che probabilmente il rapporto Mehlis ha lasciato delle zone d'ombra. Alcuni affermano che esiste un altro rapporto, aspettiamo di vedere!". Il cardinale chiede poi che "la funzione presidenziale" resti circondata da un'aura di rispetto, "perché la questione non dipende né da me, né da altri, ma dal clima generale del Paese".

La conferma data da Detlev Mehlis, capo della commissione internazionale d'inchiesta sull'assassinio di Rafic Hariri, che il presidente libanese non figura nella lista dei sospetti, secondo alcune fonti, dovrebbe mettere fine alla campagna che vorrebbe Lahoud coinvolto nel complotto. In campo penale, si afferma, la responsabilità non può essere che diretta. La "responsabilità morale" può essere imputata solo in campo politico e diplomatico, mai in quello penale.

Alcune fonti ben informate, fanno rilevare in proposito che "con le ben note saggezza e moderazione che gli si riconoscono, il patriarca Sfeir saprà bloccare i progetti di coloro che sperano in un'apertura anticipata di una campagna presidenziale che rischia di provocare ingerenze regionali ed internazionali ed a cambiamenti politici nei quali giocherebbero fattori demografici". Il cardinale Sfeir, d'altro canto, non vuole riunire a Bkerke, in casa sua un "sinodo politico" per discutere con alcuni responsabili l'evoluzione della situazione ed il futuro di Lahoud, perché non vuole prendere questo genere di iniziative, ma è pronto a benedire ogni accordo tra cristiani sul modo di giungere ad una conclusione. Secondo fonti del patriarcato, il cardinale "non mancherà di aiutare il presidente Lahoud a vedere meglio la realtà".

Alla luce di questa situazione, oggi L'Orient Le jour si chiede "come il presidente Lahoud potrà portare regolarmente a termine i due anni che restano del suo mandato, senza un minimo di consenso nazionale sulla sua persona. Se l'interessato, sfiorato ancora una volta dalla vicenda dell'assassinio di Rafic Hariri a causa di alcuni passaggi del rapporto Mehlis, risponde affermativamente, il clima politico generale sembra orientarsi in un'altra direzione". Secondo il quotidiano, tale questione sarà sicuramente al centro dell'incontro tra lo stesso presidente Lahoud ed il patriarca.

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