Patriarca Raï: dai colloqui di Baabda un documento nazionale per salvare il Paese

Il vertice lanciato dal presidente il 25 giugno occasione per trovare una “posizione univoca” ai problemi del Libano. L’obiettivo è proteggere la Costituzione, l’unità delle persone e l’interesse pubblico. Il porporato auspica una partecipazione massiccia, ma alcuni partiti e leader minacciano già il boicottaggio.

di Dario Salvi

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - L’incontro aperto a tutti i partiti lanciato dal presidente Michel Aoun a Baabda, il prossimo 25 giugno, deve dar vita a un “documento nazionale” e a una “posizione univoca” di fronte ai gravi problemi del Paese. È quanto ha affermato ieri il patriarca maronita card. Beshara Raï, nell’omelia della messa domenicale, tradizionale momento per fare il punto sulla situazione politica e istituzionale della nazione. Il presidente ha definito l’iniziativa del capo dello Stato “un dovere nazionale” dettato “dalla coscienza” per “proteggere la Costituzione”, “l’unità delle persone e l’interesse pubblico”.

“L’invito - ha proseguito il card Raï - onora chiunque lo riceve” attaccando, seppur senza nominarle, le fazioni legate all’ex premier Saad Hariri, a Fouad Saniora, Najib Miqati e Tammam Salam che minacciano di boicottare in risposta alle dichiarazioni al vetriolo di Jebran Bassil. Il porporato auspica una partecipazione massiccia e chiede ai partecipanti di “rispondere ai problemi” e “proporre soluzioni reali, senza reticenze, aggiustamenti o scambi”. 

A conclusione dell’incontro, per il patriarca maronita sarà opportuna la stesura di una “road-map” che includa “una posizione univoca” ai problemi irrisolti di carattere politico, economico, finanziario e sociale che attanagliano il Paese dei cedri. 

Le preoccupazioni riguardano l’escalation di proteste anti-governative delle ultime settimane, acuite dalla iper-svalutazione della moneta e dalla peggiore crisi economia da decenni, aggravata dalla pandemia di Covid-19. Di recente il cardinale aveva attaccato le fazioni (fra le altre Amad ed Hezbollah, pur senza nominarle), che alimentano “caos e rivolta”.

I colloqui lanciati dal presidente Aoun devono quindi essere occasione per tracciare la futura governance della nazione, lanciare riforme e restituire al Paese la sua posizione e il suo ruolo nel mondo arabo. Per il card Raï i partecipanti dovranno “sottolineare l’unità e la neutralità” del Libano, favorire un decentramento amministrativo, preservare la legittima autorità dello Stato e garantire na sicurezza. Rivolgendosi ai leader politici, egli sottolinea infine che i giovani manifestanti nelle strade vogliono che il meeting di Baabda fornisca risposte ai loro “bisogni, preoccupazioni, timori per il futuro e il destino della nazione”.

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