Risultati elettorali e futuro del Libano nell'incontro tra Lahoud e Sfeir

Tra gli argomenti trattati, il risanamento economico del Paese, la sicurezza e la legge elettorale.

di Youssef Hourany

Beirut (AsiaNews) - I risultati delle elezioni e il "clima confessionale che ha caratterizzato lo scrutinio in certe regioni" del Libano sono stati al centro dell'incontro tra il presidente libanese, generale Emile Lahoud, e il patriarca maronita cardinal Nasrallah Sfeir, del quale Lahoud starebbe anche cercando il sostegno dopo il moltiplicarsi degli appelli dell'opposizione, che chiede la sua destituzione.

Lahoud si è recato a Bkerke, nella sede estiva del patriarca maronita, col quale si è intrattenuto più di un'ora. Si è trattato del primo incontro ufficiale fra i 2 dopo l'incontro ai funerali di Giovanni Paolo II lo scorso aprile a Roma.

Il gesto del presidente è visto dagli analisti come un'apertura diplomatica per ottenere il sostegno del patriarca maronita, presidente dell'Assemblea dei patriarchi e dei vescovi cattolici del Libano,  e per parlare delle prossime scadenze politiche: l'elezione del presidente della Camera dei Deputati - prevista per martedì - e la designazione del primo ministro. Nonostante le richieste dell'opposizione il generale ha affermato che "rimarrà al potere fino alla fine del suo mandato nel 2007" e il patriarca Sfeir ha dichiarato venerdì 24 che le dimissioni del presidente "possono essere chieste solo per via legale".

Fra gli argomenti in discussione le priorità del nuovo governo: la lotta alla corruzione, le riforme amministrative, la necessità di operare un rilancio economico ed il risanamento delle finanze. Il degrado dello stato della sicurezza è stato anch'esso al centro delle discussioni, avendo entrambi insistito sulla necessità di un impegno più rigoroso per rassicurare i cittadini. Sulla questione - molto sentita - della legge elettorale il generale Lahoud ha ribadito le sue "riserve in relazione al testo del 2000". La legge è fortemente criticata anche dal patriarca, che parlando dei risultati elettorali di molte regioni, li ha definiti "non rappresentativi per i cristiani". Lahoud ha definito il colloquio "eccellente".

Il patriarca Sfeir aveva deplorato domenica, nel corso dell'omelia pronunciata durante la messa a Bkerke, l'attuale situazione del Libano dopo la serie di uccisioni che hanno sconvolto la nazione nelle ultime settimane. "Ciò che vediamo – dice - è il contrario di quello che speriamo. L'ondata di odio non cessa e le uccisioni continuano. La gente si chiede chi sarà la prossima vittima, il cui nome si aggiungerà alla lista di tutti coloro che sono già stati assassinati. L'ultimo è stato George Hawi". Il patriarca ha concluso la sua omelia dichiarando: "Tutto questo contribuisce a creare un'atmosfera malata per i cittadini e scoraggia gli amici del Libano nel venire a passare qui l'estate. Ciò priva i libanesi di una fonte d'entrata necessaria per fare fronte alla miseria e alla povertà".

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