Beirut (AsiaNews) - Punta il dito contro il generale Michel Aoun, il patriarca maronita Nasrallah Sfeir, quando, senza fare nomi, parla di “qualcuno che ha interesse politico e personale” a far cadere il presidente libanese Michel Suleiman, fatto oggetto di duri attacchi.
Intervistato dal quotidiano panarabo Asharq al-Awsat, a proposito della campagna lanciata contro il capo dello Stato, il cardinale risponde infatti che “non è venuta dal niente, perché ci sono persone che l’hanno programmata”. E, a una successiva richiesta se la campagna è stata orchestrata dalla Siria o da Aoun, capo del Free Patriotic Movement, risponde: “ci sono alcuni che hanno interessi politici e personali e altri che vogliono rovesciare il presidente per prenderne il posto e, forse, ci sono altri ancora che hanno ulteriori trame”.
Quanto al ruolo dei siriani, il patriarca sostiene che “la Siria ha ritirato i suoi militari dal Libano, ma continua a mantenere una presenza civile. I siriani vanno e vengono quando vogliono ed è chiaro che interferiscono negli affari libanesi”. Ciò perché “ci sono alcuni libanesi che vogliono il ritorno dei siriani per interessi personali, ma questo finora non è chiaro”.
D’altro canto, è interesse del Libano avere “le migliori relazioni con i suoi vicini e il più vicino è la Siria”. “Questo è normale, ma ci sono eventi che allontanano i due vicini e altre che li avvicinano”. Così, “lo scambio di ambasciatori è, naturalmente, una buona cosa, ma non è tutto. Ci sono, certo, altre attese”.
Il patriarca Sfeir, infine, appare non voler dare peso alle speculazioni sulle dimissioni che, secondo alcuni, avrebbe intenzione di presentare nel corso della sua prossima visita a Roma, il 21 aprile. “Lasciategli dire ciò che vogliono”. Si ritirerà, aggiunge, “quando verrà il momento”. (PD)










