Sfeir: nel reciproco perdono il Libano ritrovi la sua unità

Durante l'omelia per la consacrazione di quattro nuovi vescovi, il Patriarca ha assicurato la sua "piena disponibilità per cercare di arginare l'emigrazione giovanile dal Paese.

di Youssef Hourany

Beirut (AsiaNews) – La necessità che attraverso "gesti profetici basati sul perdono" ed il rispetto delle istituzioni il Libano ritrovi la sua unità, condizione essenziale per garantire un futuro al Paese, in una situazione minacciosa, evidenziata dai gravi incidenti della settimana scorsa, sono stati i temi centrali dell'omelia pronunciata dal patriarca maronita Nasrallah Sfeir nel corso della cerimonia per la consacrazione di quattro nuovi vescovi maroniti.

"Vi raccomando di rimanere fedeli e coscienti del peso di questa vostra nuova vocazione", è stata la prima raccomandazione del card. Sfeir ai quattro vescovi maroniti: mons Simone Attallah, arcivescovo di Baalbeck-Deir El ahmar, mons Francois Eid, arcivescovo del Cairo, mons Georges Bou-Jawde, arcivescovo di Tripoli e mons Elias Nassar,arcivescovo di Sidone.

Al rito era presente il presidente della Repubblica, il generale Emile Lahoud, accanto a numerosi patriarchi, vescovi, sacerdoti,e religiosi, religiose e più di 4 mila fedeli delle diocesi maronite e delle altre Chiese cattoliche e ortodosse, oltre a rappresentanti dei leader spirituali musulmani.

Il patriarca Sfeir ha voluto sottolineare l'importanza della presenza di Lahoud come "espressione della sua incardinazione nel seno della sua Chiesa maronita". Il cardinale ha poi sottolineato "la necessità di ricominciare il cammino della riconciliazione nazionale sotto l'egida dei molti amici del Libano", insistendo sul ruolo di ogni libanese e chiedendo ai responsabili di superare le ferite del passato, perché "solamente con gesti profetici basati sul perdono e sul rispetto delle istituzioni che si può salvare il Libano".

Ai nuovi vescovi, che saranno mandati nelle diocesi più colpite dall'emigrazione ha assicurato la sua piena disponibilità per frenare l'esodo di queste energie giovani "che costituiscono la ricchezza umana della Chiesa".

Il Patriarca ha poi ricordato la situazione attuale del Paese, caratterizzata dal pericolo di una nuova serie di tentativi volti ad alimentare lo spirito di vendetta, ed ha ricordato gli incidenti della settimana scorsa culminati nel rogo della chiesa di S. Marone, nel pieno centro di Beirut. Il porporato ha definito l'attacco al luogo di culto "un atto che manifesta la debolezza del governo libanese nel difendere i diritti fondamentali dei cittadini" ed ha chiesto ai responsabili di "assicurare  vasta protezione a tutti".

Prima della benedizione finale, il Patriarca ha espresso il "forte desiderio" di vedere ritornare un Libano "riconciliato, basato su quei principi fondamentali che ne hanno fatto un Paese-ponte tra l'Occidente e l'Oriente".

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