Sfeir: riconciliazione nazionale, sostegno all’esercito, disarmo delle milizie

Il patriarca maronita parla dei militari uccisi negli scontri con Fatah al Islam come di “martiri”. Minacce di Al Qaeda al cardinale: un mare di sangue se il comandante cristiano dell’esercito non ferma l’attacco al campo di Nahr el Bared.

di Youssef Hourani

Beirut (AsiaNews) – Riconciliazione nazionale, sostegno all’esercito nazionale, disarmo di tutte le milizie, compreso Hezbollah: è la linea espressa dal patriarca maronita Nasrallah Sfeir, secondo quanto riferito ad AsiaNews dopo l’incontro del cardinale con 10 deputati maroniti, membri del blocco parlamentare "La Riforma e il cambiamento" presieduto dal generale Michel Aoun.

Secondo tali fonti, il patriarca, in tale occasione ha ribadito "la sua posizione a favore di una conciliazione nazionale, basata sul consenso fra tutte le parti e sul disarmo di tutte le forze non governative, a cominciare dai palestinesi fino ai guerriglieri del Partito di Dio".

Preoccupazione per lo sviluppo della situazione nel Paese e solidarietà all’esercito sono stati espressi dal cardinale anche nel corso della messa domenicale a Bkerke. Il patriarca ha rivolto un appello perché sia rispettata la tregua nei pressi del campo di Nahr el Bared nel Nord del Libano, dove sono asserragliati i fondamentalisti di Fatah el Islam ed ha auspicato il ristabilimento dell'ordine tramite l'esercito, chiedendo ai responsabili di appoggiarne le decisioni, salutando l'unanime vicinanza di tutto il popolo libanese ai dolori dell'esercito ed alle sofferenze dei famigliari dei 33 “martiri dell’esercito, morti perché la nazione viva”.

Nessun accenno egli ha invece fatto alle nuove minacce rivoltegli da un gruppo che si dice legato ad Al Qaeda. In un proclama su internet, rivolgendosi direttamente al patriarca, un uomo che dice di essere il rappresentante di Al Qaeda per il Paese di Cham (Libano, Palestina e Siria) gli ha chiesto di ordinare al comandante dell’esercito, che è un cristiano, di ritirare le truppe dal campo assediato, minacciando, in alternativa, “un mare di sangue”.

Sul piano politico, da registrare che dovrebbe svolgersi oggi a Parigi l’incontro tra Aoun ed il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, che in occasione della sua visita della settimana scorsa a Beirut ha già incontrato altri esponenti della realtà libanese, dai massimi responsabili religiosi al capo del governo, Fouad Siniora, al presidente della Camera, Nabih Berri. Un giro dal quale è stato escluso il presidente della Repubblica Emile Lahoud, in base, ha spiegato lo stesso Kouchner, ad una comune decisione dei Paesi della Ue.

 

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