Beirut (AsiaNews) L'esigenza di emanare una legge elettorale "più giusta e più rappresentativa", la condanna di tutte le forme di violenza e la necessità di formare un governo che rappresenti tutti i partiti politici hanno costituito i temi chiavi che sono stati trattati dai vescovi maroniti durante la loro riunione mensile a Bkerke, sotto la presidenza del patriarca Nassrallah Sfeir
Il segretario dell'assemblea dei vescovi maroniti, mons Joseph Tawk, ha letto il comunicato finale nel quale i prelati, in primo luogo, esprimono "disagio per alcuni metodi usati durante le elezioni" ed invitano la popolazione intera a "collaborare con le autorità per ristabilire una situazione tranquilla". Sotto accusa anche le "evidenti lacune emerse durante le ultime elezioni": il sinodo chiede ai responsabili di "assumersi le proprie responsabilità" e cominciare il prima possibile a "studiare una nuova legge elettorale, più giusta e lontana dalla vendetta". I vescovi avvertono infatti che è un "pericolo" organizzare delle future elezioni secondo le legge elettorale del 2000, definita "ingiusta".
Il sinodo auspica inoltre che il nuovo governo "affidi gli incarichi dell'amministrazione libanese a persone competenti, coscienziose e affidabili" ed esprime "una forte condanna degli atti di violenza che si sono verificati nel nord del Libano nel periodo elettorale".
Il governo nascente deve inoltre in breve tempo "divenire strumento di unità nazionale che rappresenti tutta la popolazione".
Una considerazione finale è stata riservata alla situazione economica del Paese, squassate dalla violenza del passato. Il governo neonato si deve impegnare a far rifiorire il commercio e soprattutto "deve far tornare al più presto il Libano una meta ambita dal turismo internazionale". (YH)










