Beirut (AsiaNews) "I diritti dei lavoratori non possono dipendere da un sistema economico che offre possibilità di guadagno o molto alte o molto misere". Questa la dura critica all'attuale economia libanese del patriarca maronita Nasrallah Sfeir, come riporta oggi il Daily Star. Durante la messa di ieri, nella sua residenza estiva a Diman, il patriarca ha definito il sistema economico del Paese come "ingiusto" nei confronti dei lavoratori.
Sfeir ha proposto di valutare ogni progetto economico sulla base del rispetto dei diritti dei lavoratori di tutti i settori e ha incoraggiato le organizzazioni internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite, a esercitare pressione sui governi affinché mostrino maggiore sensibilità al problema.
"Ogni persona dovrebbe avere l'opportunità di trovare un lavoro adeguato e il fallimento di questo obiettivo è segno che la struttura economica sta cadendo a pezzi", ha aggiunto.
La lotta alla disoccupazione (al 18% in Libano) dovrebbe, quindi, essere una delle responsabilità primarie dei governi, affinché contenendo il fenomeno, questo non si trasformi in malessere sociale".
Le parole di Sfeir precedono di due giorni il Planet Lebanon 2004, il quarto congresso internazionale del Lebanese International Business Council. Dal 20 al 22 luglio al BIEL di Beirut, si parlerà di come riunire le risorse economiche libanesi sparse per tutto in tutto il mondo e incoraggiare il loro investimento anche in patria.
A questo proposito Sfeir ha puntato il dito anche contro un'altra preoccupante conseguenza della disoccupazione: la fuga di cervelli. La difficoltà di reperire un'occupazione, porta la maggior parte dei giovani libanesi laureati a lasciare il Paese. I giovani più preparati realizzano subito che "non hanno possibilità di trovare un lavoro decente e così emigrano. La difficoltà di lavorare a condizioni accettabili è motivo di grande frustrazione per chi ha faticato nello studiare e specializzarsi ad alti livelli".
Presenti, alla funzione di ieri, anche il presidente dell'Unione Maronita Michel Edde, ex ministro della cultura e una delegazione di giovani libanesi del Messico.










