Calma tesa a Gaza dopo l'accordo Hamas-Fatah

Stamattina ancora scontri davanti alla residenza del presidente Abbas; le due fazioni rivali annunciano un’intesa sulla cessazione delle ostilità, ma un vero e proprio accordo sembra ancora lontano.

Gaza City (AsiaNews/Agenzie) – Calma tesa, stamattina a Gaza, dopo le sparatorie dell'alba davanti all'ufficio del presidente palestinese, Mahmoud Abbas. 

Nella notte le due fazioni palestinesi rivali hanno annunciato il raggiungimento di un cessate-il-fuoco, dopo gli scontri che negli ultimi giorni hanno fatto intravedere scenari da guerra civile.

Intanto ieri tre persone sono rimaste uccise a Gaza City in diversi attacchi: colpi di arma da fuoco hanno raggiunto il convoglio del ministro palestinese degli Esteri, rimasto illeso, mentre colpi di mortaio hanno colpito l’ufficio di Abbas, che si trovava a Ramallah.

Il primo ministro Haniyeh accusa il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, di aver inasprito la crisi politica indicendo elezioni parlamentari e presidenziali anticipate; il leader di Hamas ha già annunciato che il suo partito boicotterà le consultazioni, che Abbas è invece deciso a tenere forse entro tre mesi.

Mediatori egiziani e rappresentanti della fazioni palestinesi hanno lavorato durante tutta la giornata di ieri per siglare l’accordo, annunciato in una conferenza stampa nella notte, a cui però non erano presenti né Hamas, né Fatah. A dare notizia della tregua è stato Rabbah Muhanna, del piccolo Fronte popolare per la liberazione della Palestina. “Le due parti sono seriamente impegnate nell’accordo”, ha detto. Seri dubbi sul rispetto effettivo dell’accordo sono alimentati dalle diverse interpretazioni riguardo all'intesa.

Hamas vuole la ripresa delle trattative per la formazione di un governo di unità nazionale, mentre i rappresentanti di Fatah hanno puntualizzato che l'accordo riguarda solo la cessazione della violenza nella striscia di Gaza e in Cisgiordania. E la conferma arriverebbe da fonti anonime interne ad Hamas, secondo le quali l’accordo è stato raggiunto sulla cessazione delle violenze, ma un vero e proprio trattato deve ancora definirsi.

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