Bombardata Idlib: decine di vittime fra i civili

Assad mira a riconquistare la provincia, l’area più vasta ancora in mano ai ribelli di Hayat Tahrir al-Sham, ex alleati di al-Qaeda. Nella provincia vi sono 2,5 milioni di persone. L’Onu lancia l’appello: “Evitare il bagno di sangue di civili”.

di Maddalena Tomassini

Idlib (AsiaNews/Agenzie) – Ieri notte un pesante bombardamento aereo ha colpito Idlib, nel nord della Siria, uccidendo quasi 30 civili.

Idlib è la più vasta area ad essere rimasta sotto il controllo dei ribelli. Il presidente siriano Bashar al-Assad ha messo in guardia i rivoltosi: il bastione è il prossimo obiettivo.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, l’attacco è iniziato due giorni fa a sud-ovest della provincia, spostandosi poi “più verso est”, dove ha provocato la morte di 11 civili.  Ieri, “il più intenso bombardamento da quando Idlib è stata dichiarata zona di de-escalation” ha ucciso otto civili  a Khan Sheikhun e tre nella vicina Al-Tah, incluso un bambino.

Negli ultimi mesi, i ribelli hanno perso il controllo di vaste aree, riconquistate dalle forze del regime siriano. La provincia di Idlib ospita 2,5 milioni di persone, fra cui ribelli e civili fuggiti dalle zone riconquistate dal governo. Il 60% di Idlib è sotto il controllo di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), gruppo guidato da un ex alleato siriano di al-Qaeda. Il resto del territorio è in mano a fazioni rivali, e solo una piccola parte a sud-est è stata penetrata da truppe siriane.

“Non si può permettere alla guerra di arrivare ad Idlib”, ha dichiarato Jan Engeland, capo della task-force umanitaria dell’Onu nel Paese. Le Nazioni Unite fanno appello al dialogo per evitare un “bagno di sangue fra i civili”.

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