I tassisti giordani, testimoni "straziati" della tragedia dei profughi siriani

La fuga dei cittadini di Damasco dal proprio Paese costringe gli autisti a lavorare soprattutto tra il confine e i campi profughi. Quello di Zaatri (secondo al mondo per estensione) ospita ora 150mila sfollati, il doppio rispetto a un anno fa. Un tassista: “La maggior parte sono bambini disperati e senza nulla con sé. Mi si spezza il cuore, non posso non pensare ai miei figli”.

Amman (AsiaNews/Agenzie) - Da quando l'emergenza in Siria ha costretto migliaia di profughi a lasciare il proprio Paese, i tassisti di Amman sono diventati loro malgrado spettatori di una tragedia umanitaria senza eguali. "Quelli che arrivano sono disperati e poverissimi - racconta Omar, proprietario di un taxi - stamattina ho portato un uomo di Daraa, sua sorella e i suoi tre figli a Zaatri; la donna mi ha detto che sono tre settimane che non ha notizie di suo marito, e che questi potrebbe essere morto".

Ogni mattina decine di taxi posteggiati lungo il versante giordano aspettano che i primi profughi varchino la frontiera come rifugiati. Il campo di Zaatri, coordinato dall'Unicef, sorge 20 chilometri più a sud e molti sfollati sono diretti lì. "All'inizio erano solo arrivi sporadici - racconta un tassista - ma da quando i combattimenti si sono spostati nelle regioni meridionali il flusso è aumentato".

Omar, padre di 7 figli, compie il tragitto tra la frontiera e il campo decine di volte al giorno e racconta che la maggior parte dei siriani giunti in Giordania sono bambini: "Mi si spezza il cuore vedendo tanta sofferenza, anche perché non posso non pensare ai miei figli".

Mentre i poliziotti seduti ai check point di frontiera non possono fare altro che aspettare e osservare le centinaia di persone che ogni giorno varcano il confine, i tassisti locali nei momenti di pausa si dicono sicuri che se gli americani entrassero in guerra il flusso migratorio aumenterebbe. Il campo di Zaatri ospita ad oggi 150mila sfollati - più del doppio rispetto a un anno fa - ed è secondo per estensione solo a quello di Dadaab in Kenya.  

Il comunicato dell'Alta commissione per i rifugiati presso le Nazioni Unite emanato oggi riporta che sono almeno 2 milioni i profughi siriani fuggiti dal Paese: di questi, oltre 500mila sono entrati in Giordania. Secondo stime ufficiali quasi la metà sarebbe composta da bambini, dei quali tre quarti sotto gli 11 anni.

"Il viaggio per espatriare è sempre più rischioso e pericoloso - spiega Hamid, un giovane originario della Siria meridionale appena arrivato a Zaatri - per riuscire a portare qui a i miei fratelli ho dovuto pagare 250 dollari a testa".

 

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