L'Onu condanna l'attentato di Damasco. Regime e ribelli devono fermare le violenze

Il bilancio definitivo è di 55 vittime e oltre 400 feriti. Anche Cina e Russia condannano l'attacco e chiedono il rispetto del cessate il fuoco proposto da Kofi Annan.

Damasco (AsiaNews/ Agenzie) - Il Consiglio di sicurezza Onu condanna il duplice attentato che ha colpito ieri il quartiere di Qazzaz a Damasco, costato 55 vittime e oltre 400 feriti. Oggi Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu, ha chiesto al governo Assad e all'opposizione di cessare le violenze "e prendere le distanze da bombardamenti indiscriminati e atti terroristi". I 15 Paesi membri del Consiglio delle Nazioni Unite hanno esortato entrambe le parti a seguire il piano di pace di Kofi Annan, inviato per Onu e Lega araba in Siria, partendo dal rispetto per il cessate il fuoco iniziato il 12 aprile scorso. Anche Cina e Russia, che in questi mesi hanno più volte difeso il regime di Assad, hanno condiviso l'appello del Consiglio di sicurezza Onu e condannato l'attacco terrorista.     

Le due bombe sono esplose ieri alle 7.55 (ora locale) sull'autostrada che collega la capitale con le città meridionali del Paese, a quell'ora molto trafficata, provocando una carneficina. Le immagini mandate in onda dalla tv di Stato mostrano decine di corpi carbonizzati e straziati dalla deflagrazione, fra le vittime vi sarebbero anche 11 bambini.  

Secondo il ministero degli Interni siriano, l'attacco è stato eseguito da due attentatori suicidi a bordo di altrettante autobomba. Il regime accusa l'opposizione guidata dal Free Syrian Army (Fsa) di aver pianificato l'attacco per creare il panico e screditare il presidente Bashar al-Assad. L'Fsa ha smentito ogni legame con il massacro che sarebbe invece opera del regime. Oggi, dopo la preghiera del venerdì, i movimenti di opposizione scenderanno di nuovo in piazza nelle principali città del Paese per chiedere le dimissioni di Assad.   

 

 

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