Beirut (AsiaNews) – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite tornerà oggi a occuparsi della situazione in Siria, dopo che una prima riunione tenuta ieri si è conclusa con un nulla di fatto per l’opposizione di Russia e Cina, ma anche Brasile, India, Libano e Sudafrica. In Siria, intanto, la repressione non conosce sosta.
E’, infatti, di almeno sei vittime e di decine di feriti il bilancio dell'assalto condotto all'alba di oggi dalle forze di sicurezza siriane a Damasco, nel quartiere periferico di Erbin. Lo denunciano i residenti della capitale. Ieri, invece, i morti sono stati almeno 24 in diverse città Ancora ieri carri armati dell'esercito siriano sono entrati anche a Zabadani, nei pressi del confine con il Libano, dopo le preghiere serali del Ramadan. Al memento si segnalano due persone ferite da una raffica di mitragliatrice.
In Consiglio di sicurezza oggi si dovrebbe esaminare la richiesta avanzata da alcuni Paesi occidentali di una formale dichiarazione di condanna della sanguinosa repressione che sta portando avanti il regime del presidente Bashar al-Assad, che ieri si è complimentato con l’esercito per il comportamento “patriottico”.
Ma, secondo fonti diplomatiche, il massimo che ci si può aspettare dall’Onu è una generica condanna per le violenze, senza preavviso di una qualche sanzione o reazione. Sulla linea, insomma, di Mosca e New Delhi che hanno chiesto a Damasco di porre fine all’uso della forza.
La stessa Unione europea, che ha deciso oggi di inasprire le sanzioni contro il regime, colpisce uomini dell’entourage del presidente, ma non Assad.
A proposito del quale, una fonte di AsiaNews a Damasco, oggi sottolinea la particolare preoccupazione con la quale i cristiani siriani stanno vivendo la situazione. “Finora” essi sono stati legati ad Assad, visto che la Siria è il Paese del Medio Oriente, dopo il Libano, ove hanno le migliori condizioni di vita, da un punto di vista giuridico, visto che non esiste alcuna discriminazione nei loro confronti. La fonte ha evidenziato, in proposito, la piccola manifestazione organizzata domenica scorsa dalla parrocchia della cattedrale, sul tema “La Siria sta bene”. (PD)
L’Onu torna a parlare della crisi siriana, ma non ci si aspetta molto
L’opposizione di Russia e Cina impedirà anche la minaccia di passi concreti. La repressione, intanto non conosce sosta: sono almeno sei le vittime dell’attacco portato oggi dall’esercito a Damasco, nel quartiere periferico di Erbin. Icrisiani seguno con grande preoccupazione l’evolversi degli eventi.










