Ankara (AsiaNews) La gente grida al miracolo, i religiosi ammettono la "straordinarietà" dell'evento. Un devastante incendio estivo in Turchia ha spazzato via 1200 ettari di bosco fermandosi ad un metro dalla Casa di Maria, vicino Selcuk, santuario a cui si recano pellegrini da tutto il mondo, cristiani e musulmani. La casa di Meryem Ana è anche una probabile tappa del prossimo viaggio di Papa Benedetto XVI in questo paese a fine novembre. Per questo all'inizio una parte della stampa ha avanzato ipotesi di incendio doloso, mentre altri sospettavano un attentato da parte del PKK dei curdi. La notizia è stata poi smentita: si è trattato di un incendio causato probabilmente da gente che stava facendo picnic nel bosco, il caldo, il secco e il vento hanno fatto il resto così come in altre zone costiere.
Domenica 20 agosto, a causa del caldo torrido che investe tutta la Turchia e il forte vento secco, lungo le coste del mar Mediterraneo sono stati segnalati contemporaneamente 23 enormi incendi di boschi, che hanno colpito le zone turistiche più affollate come Bodrum e Antalya e incenerito 1200 ettari di boschi. Anche la zona di Izmir non è stata risparmiata e la "Casa della Madonna" ha rischiato di andare in fiamme. Interamente immersa nel verde è stata raggiunta dal fuoco che si propagava dal fondo della collina, bruciando velocemente ogni cosa.
Ma le fiamme, come di incanto, si sono fermate a solo un metro di distanza da una semplice casa in mattoni. Si tratta di due vani identificati come il soggiorno e la camera da letto della Vergine, che qui avrebbe concluso la sua vita terrena. Attualmente è un santuario, meta di pellegrini sia cristiani che musulmani, provenienti da tutto il mondo. Tutti subito hanno gridato al miracolo e la notizia è stata riportata a caratteri cubitali sulle maggiori testate nazionali.
A confermare la straordinarietà dell'evento è il cappuccino italiano p. Adriano Franchini, residente a Meryem Ana Evi (la Casa di Maria) e superiore della Custodia di Turchia. "Sì, abbiamo passato momenti poco simpatici racconta - dopo il primo avviso di sgombro mi sono preoccupato di portare l'auto in una posizione di sicurezza per poter scappare, ho cercato gli ospiti che avevamo e poi volevo tornare alla casa per prendere alcune cose, ma non c'è stato niente da fare; non ci si poteva più avvicinare: vedevamo il fumo e le fiamme alte e vicine. Temevamo che se il vento cambiava direzione saremmo rimasti intrappolati; è incredibile la velocità con la quale si propaga ed avanza il fuoco tra i pini".
"Siamo dovuti scappare in fretta - continua tra crisi di pianto e disperate ricerche dei propri cari, ma tutti hanno potuto mettersi in salvo. Ritrovatici giù a Selcuk (cittadina ai piedi della collina), le prime notizie che ci arrivavano dagli elicotteri, finalmente giunti, erano veramente brutte: sta bruciando tutto. non si salverà niente! Poi un po' di ottimismo infine, verso sera la constatazione che l'incendio era stato veramente devastante in una grande area e tutto attorno a Meryem Ana ed alle nostre case, ma il santuario e le case erano intatte!"
Il francescano non parla di miracolo, ma ammette comunque la straordinarietà dell'accaduto. "Anche nella nostra casa il fuoco è arrivato da tre lati fino al muretto di confine; un albero bruciato è caduto sopra il tetto ma le fiamme non hanno attecchito all'abitazione; anche la palma che è ad un metro dalla casa è bruciata per le scintille! L'incendio, attorno al santuario, è arrivato fino alle panche, dove si celebra la messa all'aperto e lì si è fermato. La gente che vede la devastazione tutto attorno parla di miracolo. Certo è una scena che ha dell'incredibile".
Nessuno dei numerosi pellegrini presenti ha riportato ferite e l'incidente non ha fermato il flusso dei turisti e fedeli, che attualmente arrivano ancora più numerosi per constatare il disastro e ammirare il miracolo. (MZ)










