Istanbul, la chiesa di Chora trasformata in moschea. Timori per il destino di Santa Sofia

La chiesa, costruita nel V secolo, era dedicata in origine a San Salvatore. Venne trasformata in moschea nel 1511; in museo nel 1945. Le minacce di Erdogan per ingraziarsi l’appoggio del mondo musulmano più integrista.

di Marian Demir

Istanbul (AsiaNews) – Il Consiglio di Stato ha deciso che l’antica chiesa di San Salvatore di Chora, sia riconsegnata “al suo culto iniziale”, cioè ad essere utilizzata come moschea. Ne ha dato notizia ieri il giornale filo-governativo “Yeni Şafak”.

Cristiani ortodossi e cattolici temono che questa decisione possa creare un precedente per la basilica di Santa Sofia, anch’essa sotto la minaccia di essere trasformata da museo in moschea.

La chiesa di San Salvatore di Chora è stata costruita nel V secolo, e si trova nel quartiere occidentale di Istanbul di Edirnekapı. Essa è uno degli esempi più splendidi di arte bizantina, e conserva ancora oggi mosaici ed affreschi. Solo dal 1511 essa è stata usata come moschea dai turchi ottomani. Nel 1945 è stata trasformata in museo fino ad oggi.

Anche la basilica di Santa Sofia, edificio maestoso fatto costruire da Giustiniano nel 532, alla caduta di Costantinopoli è stata usata come moschea. Ma anch’essa, con l’avvento del governo laicista turco, è stata trasformata in museo nel 1935.

A fasi alterne, per ingraziarsi l’appoggio del mondo musulmano più integrista, Recep Tayyip Erdogan, minaccia di trasformarla di nuovo in moschea.

La decisione del Consiglio di Stato per la chiesa di Chora potrebbe aprire la strada  per una 2moschea di Santa Sofia”.

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