Segni di spaccatura fra i militari ed il governo

Esercito non vuole diplomati di scuole religiose nelle università

Ankara (AsiaNews) - Dopo 18 ore di discussioni, il parlamento turco ha approvato, con 254 voti a favore su 258, delle modifiche alle legge dell'istruzione religiosa. La decisione del governo rischia di mettere in crisi la convivenza fra il governo e l'apparato militare dopo che l'esercito ha espresso la sua opposizione definendo le nuove norme "contrarie alla laicità del paese". La nuova legge permetterà, una volta entrata in vigore, ai diplomati delle scuole teologiche islamiche, ed ai predicatori delle moschee, di iscriversi in tutte le facoltà universitarie e di accedere agli impieghi statali. Finora in Turchia, agli studi universitari possono accedere tutti coloro che hanno superato la maturità ad eccezione degli allievi degli istituti di scienza religiosa. Questa riforma ha messo in allerta i difensori del regime laico in Turchia e sopratutto i militari. La stampa, gli intellettuali ed i rettori universitari - tutti vicini ai militari - hanno criticato la decisione del parlamento che intacca a loro dire "i principi di laicità della repubblica  turca". Critiche simili sono giunte anche dall'opposizione social-democratica turca che ritiene questa modifica capace di produrre delle "spaccature all'interno della società".La nuova legge prevede inoltre una riforma dell'insegnamento universitario in generale. La mossa del governo tende a togliere all'esercito il controllo totale sulle università e sull'istruzione in generale; molti analisti ritengono che i militari non cederanno facilmente, questa volta, sopratutto dopo che hanno perso quasi totalmente il controllo sull'apparato giudiziario e sul Consiglio di sicurezza nazionale turco. Nel 1997 i militari hanno imposto delle limitazioni all'insegnamento religioso, dopo aver defenestrato il primo capo di Governo espressione di una corrente islamica nella storia della Turchia laica. Il Corano viene insegnato nelle scuole in Turchia sotto la supervisione dello stato ed è il governo che assegna alle moschee Imam e predicatori, e stabilisce gli argomenti delle prediche del venerdì.(P.B.)

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