Turchia, il Covid-19 affossa i salari: il 70% non arriva a fine mese

È quanto emerge da un sondaggio interno su 1300 lavoratori del sindacato DİSK Genel-İş. Il 23,8% ha uno stipendio che basta per i prossimi tre mesi. Il 68% circa riceve il salario minimo (circa 300 dollari) o poco più. Sempre più persone faticano a saldare rate e mutui. La tendenza ad acquistare cibi più economici o salutari.

di Dario Salvi

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - Il 70% circa dei lavoratori associati riceve un salario che non basta nemmeno a soddisfare i bisogni e le spese di un mese e non dispone di altra fonte di reddito per sopravvivere. Il 23,8% può contare su uno stipendio sufficiente per i prossimi tre mesi, non oltre. È quanto emerge da un sondaggio effettuato fra i propri iscritti dal sindacato turco DİSK Genel-İş, che ha voluto analizzare l’impatto della pandemia di nuovo coronavirus sul mercato del lavoro e il potere di acquisto dei salari. Una situazione critica, già emersa nelle scorse settimane in cui si parlava di situazione di “rischio” per l’82% degli occupati.

All’inchiesta hanno partecipato oltre 1300 lavoratori dei vari settori e distribuiti in diverse parti del Paese. Il 69,8% dei rispondenti afferma che lo stipendio basta per poco meno di un mese, mentre il 23,8% per tre mesi al massimo. In tema di salari, il 60,1% percepisce fra le 2,300 lire turche (poco più di 300 dollari) al mese, il minimo di legge, e le 3500 lire; il 15,9% fra 3501 lire e 4mila lire; il 14% fra 4001 lire e 5mila lire, il 10% oltre le 5mila e il restante 6,7% il minimo garantito (e in alcuni casi anche meno). 

A dispetto delle promesse fatte dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha usato la carta del nazionalismo e dell’islam (vedi Santa Sofia) per mascherare le difficoltà economiche, l’88,8% dei lavoratori non percepisce alcun sussidio, né assistenza dall’agenzia del lavoro (İŞKUR). Il 9,3% parla di un contributo minimo, inadeguato per fronteggiare spese e necessità. 

In riferimento all’impatto della pandemia sulla situazione economica dei singoli lavoratori, il 57,1% afferma di aver incontrato “varie difficoltà”, mentre il 39,6% non ha registrato variazioni nel salario. Il 21,3% non ha saputo saldare debiti e scadenze dei mutui, ma solo le spese della vita quotidiana; il 14,3% ha visto crescere i propri debiti e il 9,4% ha avuto difficoltà anche per gli acquisti di tutti i giorni. 

In questi mesi il 42% ha comprato cibi più economici. Il 32,9% non ha visto cambiamenti e il 21,7% ha optato per ingredienti e pasti “più salutari”. 

Infine, in tema di infezioni da Covid-19 il 73,6% non è entrato in contatto con persone contagiate sul luogo di lavoro, mentre il 25,5% dei rispondenti ha avuto almeno un collega che ha preso il virus. Solo lo 0,4% afferma di aver contratto l’infezione. Il 63,2% dei luoghi di lavoro presi in esame non ha registrato alcun caso di nuovo coronavirus.

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