Onu: in Yemen è in atto la peggiore epidemia di colera al mondo

Una nota congiunta degli esperti di Unicef e Oms. I casi sospetti hanno superato quota 200mila, le vittime oltre 1300; di queste, un quarto erano bambini. Vi sono 5mila nuovi casi al giorno. Quasi 19 milioni di persone su 28 milioni bisognose di assistenza. Sette milioni sono sull’orlo della carestia. Il sistema sanitario è al collasso, a rischio le scorte di acqua potabile.

Sana’a (AsiaNews/Agenzie) - In Yemen è oggi in atto la peggiore epidemia di colera al mondo, con un numero di casi sospetti che ha superato quota 200mila. È quanto affermano in una nota congiunta l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui la situazione nel Paese arabo teatro da oltre due anni e mezzo di un sanguinoso conflitto si fa sempre più grave. 

Ad oggi più di 1300 persone sono morte a causa della malattia; di queste, almeno un quarto erano bambini. Secondo gli esperti il numero delle vittime è destinato ad aumentare nelle prossime settimane. 

Le due agenzie stanno compiendo tutte le iniziative possibili per bloccare la diffusione dell’epidemia. “Stiamo fronteggiando - spiega il comunicato - la peggiore epidemia di colera al mondo”.

Gli esperti Onu confermano l’allarme lanciato di recente ad AsiaNews da mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen). Il prelato aveva parlato di una situazione  “disastrosa” nel Paese, piagato da epidemie, guerra e carestie croniche. 

Nell’ultimo periodo le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie hanno aumentato gli sforzi, stanziando sul campo squadre di risposta rapida che vanno di casa in casa a spiegare ai cittadini come affrontare l’emergenza e conservare l’acqua potabile. Tuttavia, le scorte di acqua da bere si fanno sempre più scarse e vi è il pericolo che si possano esaurire in un futuro prossimo. 

Dal gennaio 2015 la nazione del Golfo è teatro di un sanguinoso conflitto interno che vede opposte la leadership sunnita dell’ex presidente Abedrabbo Mansour Hadi, sostenuta da Riyadh, e i ribelli sciiti Houthi, vicini all’Iran e agli Hezbollah libanesi. Nel marzo 2015 una coalizione araba a guida saudita ha promosso raid contro i ribelli, finiti nel mirino delle Nazioni Unite per le vittime [fra i civili] che hanno provocato. Tra questi vi sono anche bambini. Fonti Onu parlano di oltre 8mila morti e 45mila feriti.

Su un totale di 28 milioni, il conflitto ha inoltre lasciato fino a 18,8 milioni di persone bisognose di assistenza e di aiuti umanitari per poter sopravvivere. Di questi, almeno sette milioni sono considerati sull’orlo della carestia. 

Il sistema sanitario, idrico e igienico è ormai al collasso. La guerra ha distrutto più della metà delle strutture e gli ospedali ancora funzionanti sono sovraffollati. La mancanza di cibo ha generato una diffusa malnutrizione, che favorisce la diffusione del colera in particolare fra i bambini. “In soli due mesi - conclude la nota Unicef e Oms - il colera si è diffuso in quasi tutti i governatorati di questa nazione in guerra” con una stima indicativa di 5mila nuovi casi al giorno.

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