Manila (AsiaNews) – Quasi un miliardo di asiatici vive senza alcun accesso a strutture sanitarie di base come sanitari ed acqua pulita. La denuncia viene dal Programma per l’acqua e la sanità dell’Asia orientale e del Pacifico.
Nel corso di un seminario che si è svolto nei giorni scorsi a Manila, Brian Steven Smith – direttore del Programma – ha parlato della questione con rappresentanti di governo e media di Filippine, Indonesia, Vietnam, Cambogia e Laos.
Secondo i dati presentati, la Cina si trova al primo posto della lista dei Paesi con problemi igienico-sanitari collegati all’acqua: sono infatti oltre 700 milioni i cinesi che non hanno accesso all’acqua pulita. Nelle Filippine, 23 milioni di persone – per la maggior parte del sud del Paese – sono “igienicamente svantaggiati”.
L’Asia, ha spiegato Smith, “è il continente che presenta le economie più vivaci del mondo, ma è anche la parte di mondo più arretrata nel campo della diffusione e della distribuzione dei beni primari, come ricchezza e salute”.
Questo “si spiega con una mancanza di coordinazione fra le agenzie governative, ma può essere fatto risalire anche ad una generale mancanza di volontà politica. I governi ne devono prendere atto ed agire di conseguenza, per non rischiare epidemie mortali come epatite o lebbra”.
Inoltre, “si deve attuare il prima possibile un programma di sensibilizzazione della popolazione. Oltre 11 milioni di cambogiani, infatti, non hanno idea dei rischi correlati all’essere in contatto con acque putride”.










