Takeo, ‘memoria e identità’ nell’incontro annuale delle università cattoliche

Dal 23 al 27 agosto nell’istituto san Paolo si è tenuta la 28ma conferenza annuale Aseaccu. L’associazione riunisce 86 membri e ha sede nelle Filippine. Durante le giornate di lavoro anche una visita nei "killing field" teatro dei massacri dei Khmer rossi. Vicario di Phnom Penh: partendo da “culture diverse” è fondamentale trovare sempre “le nostre identità”.

di Dario Salvi

Phnom Penh (AsiaNews) - Momenti di approfondimento sulla “memoria storica e politica” della Cambogia, lo sviluppo sociale del Paese e di diverse altre realtà asiatiche, le identità e i problemi sociali nel quadro attuale. Sono alcuni fra i molti punti che hanno animato la quattro giorni di incontri e confronto promosso dall’ente che riunisce le massime istituzioni educative cattoliche del sud-est e dell’est Asia. I lavori non si sono però limitati solo alle aule, ma sono stati intervallati da visita a comunità locali, scambio di esperienze e presentazione di attività, oltre ad un incontro interreligioso di preghiera e la tappa in uno dei luoghi resi celebri dalle atrocità dei Khmer rossi: il campo della morte (Killing field) di Choeung Ek, 17 km a sud-ovest di Phnom Penh.

Dal 23 al 27 agosto scorso presso l’istituto san Paolo nella provincia di Takéo, nel sud della Cambogia, si è tenuta la 28ma conferenza annuale dell’Associazione dei college e delle università cattoliche dell’Asia del Sud-est e dell’Est (Aseaccu). Per l’occasione, i partecipanti hanno discusso un tema particolarmente importante e sensibile per il Paese ospitante: “Memoria e Identità”.

L’Aseaccu, con base nelle Filippine, è un forum regionale riconosciuto dal Vaticano e appartenente alla Federazione internazionale delle università cattoliche. Esso conta 86 membri fra i quali lo stesso istituto san Paolo, l’unico ente superiore cattolico presente sul territorio cambogiano. Il Forum Asia-Pacifico è stato creato per promuovere l'istruzione superiore cattolica e contribuire al dialogo pedagogico a livello internazionale, andando oltre le regioni in cui è presente.

Identità, cultura e riconciliazione in Cambogia - e nei Paesi della regione - sono stati i temi chiavi affrontati dai presenti. E su questi elementi è intervenuto anche il vicario apostolico di Phnom Penh mons. Olivier Schmitthaeusler, sottolineando come racconta Eglises d’Asie (Eda) che “pur trovandoci di fronte a culture diverse, dobbiamo ricordare sempre le nostre identità” che rappresentano il punto di partenza. Durante la quattro giorni di lavori, ha aggiunto il prelato, incontri e approfondimenti hanno assunto un particolare valore “dato che la società cambogiana è ancora impegnata in un cammino di ricostruzione dopo il regime dei Khmer Rossi”. Ecco perché questa conferenza, ha concluso, deve spingere a “esplorare la nostra cultura e il nostro mondo” e aiutarci a “vivere nel mondo di oggi, preservando la nostra memoria e la nostra storia” per poter “costruire la nostra identità e plasmare il nostro futuro”.

Fra i partecipanti alle giornate di lavoro vi era anche il ministro cambogiano dell’Istruzione, della gioventù e dello sport Naron Hangchuon, secondo cui “nell’attuale contesto mondiale” è necessario trovare “nuovi modi” per fornire una “istruzione di qualità agli studenti”. Mentre la quarta rivoluzione industriale continua a “plasmare l’economia globale e la forza lavoro”, ha aggiunto, i giovani “devono prepararsi a un nuovo scenario mondiale” e le scuole “modificare i programmi per raggiungere gli obiettivi futuri”.

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