Vescovo a Phnom Penh: La Gmg dei giovani cambogiani

L’incontro con ragazzi di 200 nazioni, sottolinea mons. Schmitthaeusler, mostrerà la dimensione “universale” del cattolicesimo. Prima di Madrid, tappa a Roma per scoprire la vita dei primi cristiani e capire una “scelta di fede” che si spinge fino al martirio. Una scuola di formazione biblica e teologica per prepararsi “all’annuncio della parola di Dio”.

di Dario Salvi

Roma (AsiaNews) – Per i giovani cambogiani “sarà un’esperienza di fede e di Chiesa”, nella sua dimensione “universale”. L’aspetto più importante e significativo è “l’approccio e il rapporto che ne scaturirà con ragazzi e ragazze provenienti da quasi 200 nazioni al mondo”. È quanto sottolinea ad AsiaNews mons. Olivier Michel Marie Schmitthaeusler, vicario apostolico di Phnom Penh, in questi giorni a Roma con un gruppo di giovani che parteciperanno alle Giornate Mondiali della Gioventù, in programma a Madrid dal 16 al 21 agosto. Egli aggiunge che al rientro in Cambogia si terranno “momenti di incontro e di riflessione sul raduno in Spagna” e l’attenzione verrà centrata “sulla lettera del papa, di cui stiamo ultimando la traduzione in lingua khmer”.

Il prelato di origini francesi – è nato a Strasburgo nel 1970 – è alla sua seconda Gmg, dopo aver preso parte “come diacono” nel 1997 all’evento di Parigi alla presenza di Giovanni Paolo II. Prima di partire “abbiamo lavorato a lungo per preparare bene le giornate”: dallo scorso gennaio si sono tenuti tre fine settimana “di incontri e riflessioni” e, in due occasioni, “ho animato personalmente il ritiro”. “E come vescovo – spiega mons. Schmitthaeusler – sarà un piacere concelebrare la messa con Benedetto XVI, per la seconda volta dopo la beatificazione a Roma di papa Wojtyla. Un momento di vera felicità” (cfr. AsiaNews 29/04/2011, Vicario Apostolico a Phnom Penh: papa Wojtyla, immagine dell’uomo libero). Quest'anno, inoltre, per la prima volta a una Gmg, ci saranno catechesi ai giovani in lingua cambogiana, tenute proprio da mons. Schmitthaeusler.

Per i giovani cambogiani il pellegrinaggio compiuto in questi giorni a Roma “rappresenta una parte di tutto il cammino” di fede che toccherà poi la Spagna. “Le visite alle basiliche capitoline di San Pietro, San Paolo, le catacombe di San Callisto – continua il prelato – la scoperta dei siti cristiani sono tutti aspetti essenziali per capire la vita dei primi fedeli, per comprendere nel profondo la loro scelta e la decisione di andare incontro al martirio pur di testimoniare Cristo”.

Infatti, molti dei ragazzi che andranno a Madrid – 12 da Phnom Penh, 10 da Battambang e 4 da Kampong Cham, con un’età che varia dai 18 ai 28 anni – hanno ricevuto il battesimo due o tre anni fa. “La loro è una fede giovane – afferma il vescovo – e questo viaggio fra Italia e Spagna servirà soprattutto per scoprire le radici profonde della fede e l’universalità della Chiesa”. Tra i tanti, uno dei maggiori pregi delle Gmg è permettere a milioni di giovani di “riunirsi e pregare, sentendosi parte di un popolo”. In particolare, il tema della Gmg di Madrid – "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (cfr. Col 2,7) – è un messaggio essenziale per i pellegrini cambogiani “con il richiamo alle radici in Cristo”. L’esperienza vissuta, commenta il vicario apostolico, servirà a “tornare in Cambogia e vivere meglio la loro fede in famiglia, nella società, nel lavoro e nello studio. Un passo in avanti per impegnarsi di più nella vita della Chiesa e nella società civile”.

Dai ragazzi cambogiani che parteciperanno alla Gmg, il pensiero passa alla giovane Chiesa locale e al lavoro missionario di sacerdoti, suore e laici. “Per i prossimi tre anni – spiega mons. Schmitthaeusler – ci prepariamo sulla formazione dei cristiani e l’annuncio della parola di Dio. A ottobre aprirà una scuola di formazione biblica, teologica e spirituale”. Del resto gli istituti educativi e l’istruzione sono da sempre al centro della missione del vicario apostolico di Phnom Penh, che sin dai tempio del sacerdozio ha lavorato per l’apertura di scuole e centri nel Paese, fra i quali emerge l’Istituto San Paolo (cfr AsiaNews, 17/03/2010, Missionario del Pime: Istituto San Paolo, polo di eccellenza per l’istruzione in Cambogia). “Mi auguro di avere gruppi di studenti – conclude il vescovo – che seguiranno un percorso di formazione e studio della durata di due anni”.

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