1° maggio: a Manila il popolo affamato chiamato a protestare contro il governo

Previste massicce manifestazioni a Manila. Ex generali filippini chiedono le dimissioni di Arroyo.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – In un clima di allerta per le manifestazioni di protesta previste per il 1° maggio, oggi nelle Filippine alcuni generali in pensione hanno esortato la presidente Gloria Macapagal-Arroyo a dimettersi. La popolazione vive una grave indigenza: secondo 2 recenti sondaggi indipendenti, almeno una persona su tre non ha abbastanza cibo e un decimo degli abitanti soffre la fame. Il sondaggio della Social Weather Station, basato sui primi 3 mesi del 2005, mostra che il 13% delle famiglie campione soffre la fame. Secondo il sondaggio della Pulse Asia, il 33% degli intervistati giudica la propria alimentazione "insufficiente".

Lo Stato attraversa una difficile crisi finanziaria, cui contribuiscono la diminuzione degli aiuti economici per le famiglie, l'instabilità politica e le agitazioni sociali. La presidente Arroyo aveva fondato il programma elettorale, un anno fa, in alcune parole chiave come "medicine meno costose", "acqua potabile per i villaggi", "prestiti per micro-progetti", "un milione di posti di lavoro", ma nessun obiettivo è stato raggiunto. Il governo sostiene che per combattere la fame occorre una ripresa dell'economia, ma c'è una diffusa critica per la mancanza di adeguati interventi. Per il 1° maggio i partiti dell'opposizione e le organizzazioni sindacali hanno indetto massicce manifestazioni di protesta. Manila ha preso rigide misure di sicurezza, con 14 mila militari e poliziotti pronti a intervenire. Secondo Fortunato Abat, ex ministro della Difesa e leader della Coalizione per la salvezza nazionale che raduna ex generali filippini, i tempi sono maturi per "compiere un passo pacifico ma ardito" per cambiare e rigenerare la situazione politica, secondo quanto accaduto in Kirghizistan e in Ucraina. Occorre un "cambio non violento di guida politica –ha proseguito- e militari e polizia debbono restare neutrali".

Il portavoce della presidente, Ignacio Buynes, ha ammonito che la Arroyo non intende dimettersi e che simili dichiarazioni sono sediziose.

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