Asean, si farà l'ente per la tutela dei diritti umani

L’organismo verrà istituito con la carta regionale che i Paesi membri sottoscriveranno a novembre, nel vertice di Singapore. I 10 ministri degli Esteri chiedono al Myanmar maggiore democrazia e libertà per Aung San Suu Kuy.

di Santosh Digal

Manila (AsiaNews) – I ministri degli esteri dei 10 stati membri dell’Asean, riuniti in questi giorni a Manila, hanno raggiunto l’accordo per la creazione di un ente per la tutela dei diritti umani; essi hanno inoltre invitato la giunta militare del Myanmar a tenere fede alle promesse più volte fatte di maggiore democrazia e libertà nel Paese, oltre a restituire pieno libertà al premio Nobel per la pace Aung San Suu Kuy, ancora oggi costretta agli arresti domiciliari.

A dispetto delle resistenze del Myanmar e di altri tre Paesi in cui è ancora basso il livello di libertà personale e politica (Cambogia, Laos e Vietnam), sembra ormai cosa fatta la nascita dell’organismo che vigilerà sul rispetto dei diritti umani, la cui ufficialità verrà sancita nella carta regionale che i membri dell’Asean dovrebbero sottoscrivere nel prossimo vertice in programma il 20 novembre a Singapore. In passato la sua nascita è stata più volte osteggiata da singoli Paesi, che hanno opposto il principio di “non interferenza” nelle questione interne.

“Sono felice di annunciare – ha dichiarato ieri il rappresentante filippino Alberto Romulo – l’accordo fra i ministri degli esteri dell’Asean in merito alla inclusione nella carta regionale della commissione per i diritti umani”. Egli ha definito l’accordo un passo in avanti significativo “per una maggiore credibilità a livello internazionale”e si dice “ottimista” perché questa venga sottoscritta “a novembre”.

Fra i punti in agenda nel vertice a Singapore l’ipotesi di cambiare il sistema mediante il quale vengono prese le decisioni: da quello attuale basato sul consenso alla votazione. I ministri degli esteri affermano infine di aver raggiunto un accordo sul 90% dei punti riguardanti la carta regionale, che trasformerà l’ente – nato 40 anni fa per favorire l’integrazione socio-economica dei Paesi del sud-est asiatico – secondo il modello dell’Unione Europea, con norme e regole comuni per tutti.   

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