Manila (AsiaNews/Cbcp) – Il nuovo governo delle Filippine deve occuparsi dei fondi che sarebbero dovuti arrivare alle persone colpite dal tifone Yolanda, e che invece sono scomparsi. Il nuovo presidente Rodrigo Duterte, che in campagna elettorale si è presentato come l’unico in grado di combattere la corruzione, “dica come sono stati spesi i milioni di dollari giunti dall’estero”. È l’appello che ha rivolto la Caritas del Paese alla nuova amministrazione, che entrerà in carica il prossimo 30 giugno.
P. Edwin Gariguez, segretario esecutivo Caritas, ha affermato che “questa è un’importante questione di cui il nuovo governo deve occuparsi”. Egli ha aggiunto che un’indagine accurata sui fondi scomparsi sarebbe “un buon inizio” per Duterte, che si è autodefinito “un dittatore” in grado di sconfiggere la criminalità in sei mesi.
Abbattutosi sulle isole Visayas l’8 novembre 2013, il tifone Haiyan/Yolanda ha colpito almeno 11 milioni di persone, sparsi in 574 fra municipalità e città diverse. Per un ritorno alla normalità sono necessari otto miliardi di dollari. La Chiesa filippina ha già stanziato circa 9,7 milioni di euro in progetti di recupero, assistenza e riabilitazione a favore di oltre due milioni di persone.
Ad agosto 2015, p. Gariguez aveva accusato il governo di utilizzare i soldi stanziati per l’emergenza per finanziare le elezioni generali tenutesi lo scorso 9 maggio. Secondo il Foreign Aid Transparency Hub, le Filippine hanno ricevuto almeno 386 milioni di dollari di aiuti esteri. A più di due anni dal disastro, però, migliaia di persone stanno ancora aspettando l’assistenza del governo.
La Caritas ha confermato che continuerà a collaborare con Manila per riabilitare le aree devastate da Yolanda: “Siamo sempre stati aperti al lavoro comune – ha detto p. Gariguez – e di recente abbiamo iniziato molti progetti insieme al governo”.










