Chiesa e governo non cedono alla richiesta di riscatto dei rapitori per p. Sinnott

Chiesti 2 milioni di dollari. Il sacerdote appare sorridente in un video girato il 22 ottobre scorso.

di Santosh Digal

Manila (AsiaNews) –  “Governo filippino e Chiesa non pagheranno nessun riscatto per il rilascio di p. Sinnott, ma continueranno gli sforzi di polizia esercito e locali per liberare il missionario”. È quanto afferma Cerge Remonde, portavoce del presidente Gloria Macapagal Arroyo.

Lo scorso 31 ottobre i rapitori hanno diffuso un video dove p. Sinnott appare con in mano un giornale datato 22 ottobre (Foto). Nel video il missionario dichiara che “i rapitori sono comandati da Abu Jayad” e che essi “chiedono un riscatto di 2 milioni di dollari” per la sua liberazione.

“Stiamo vivendo all’aperto e in condizioni difficili - afferma il missionario -  sono ancora in buona salute anche se non ho con me tutte le medicine”. P. Sinnott è nella mani dei rapitori dallo scorso 11 ottobre. In luglio ha subito una grave operazione dove gli sono stati impiantati quattro by–pass.   

Patrick O’Donoghue, responsabile della società missionaria di S. Colombano afferma: “Chi ha la possibilità di influenzare i rapitori di p. Sinnott deve continuare gli sforzi per far comprendere loro che la migliore via è rilasciare p. Sinnott senza alcun indugio”.  

Intanto militari, ribelli del Milf (Moro Islamic Liberation Front), Chiesa e autorità locali stanno intensificando gli sforzi nella provincia di Lanao del Norte per individuare il luogo di detenzione.

 

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