Chiesa filippina: Quaresima di preghiera e ‘digiuno’ da social e media

In una lettera pastorale i vescovi invitano a “rinnovare i propri cuori attraverso la preghiera, il digiuno e le opere di misericordia”. Oggi il digiuno “significa anche distaccarsi da tutto ciò che distrae il nostro cuore da Dio”. “Allontanandoci dall’eccesso digitale, ritroviamo il silenzio interiore, approfondiamo le relazioni e riscopriamo - concludono - la presenza di Dio nella vita quotidiana”.

di Santhos Digal

Manila (AsiaNews) - Per il 2026 Quaresima di preghiera e di digiuno da “socia e media digitali”. È la proposta, lanciata il 13 febbraio scorso, dai vescovi filippini per il periodo di penitenza e preghiera che avvicina alla Pasqua in una lettera pastorale intitolata “Digiuno oltre il cibo: invitare Cristo nell’uso dei media digitali”. “Con l’avvicinarsi del sacro periodo della Quaresima 2026, la Conferenza episcopale cattolica delle Filippine (Cbcp) invita tutti i fedeli - scrivono i prelati - a rinnovare i propri cuori attraverso la preghiera, il digiuno e le opere di misericordia”. Nel Vangelo, Gesù ci ricorda che il digiuno non è per apparire, ma è un’offerta intima a Dio, che vede ciò che viene fatto in segreto e ricompensa la sincerità del cuore.

Nel messaggio i vescovi affermano che è necessario guardare oltre il digiuno tradizionale. “Nel nostro tempo, il digiuno deve anche affrontare le nuove realtà che plasmano la vita umana. Una delle influenze più grandi - proseguono mons. Gilbert Garcera, arcivescovo di Lipa e presidente della Cbcp - oggi è rappresentata dai media digitali. Pertanto, invitiamo i fedeli a intraprendere un digiuno dai media digitali come espressione contemporanea di conversione e rinnovamento”.

“Il digiuno ha tradizionalmente significato l’astensione dal cibo come atto di pentimento e concentrazione spirituale. Tuttavia, il digiuno - aggiunge - significa anche distaccarsi da tutto ciò che distrae il nostro cuore da Dio. Oggi, il costante utilizzo di telefoni, social media, streaming, giochi e intrattenimento online spesso assorbe la nostra attenzione e indebolisce la nostra vita interiore”. “Il vero digiuno, come insegna Gesù, non è una performance esteriore, ma una conversione interiore. Il digiuno - sottolinea la lettera pastorale - dai media digitali, quindi, invita a riscoprire il silenzio, la preghiera, la contemplazione e le relazioni autentiche. Non ha lo scopo di punire il corpo, ma di liberare il cuore”.

Il digiuno dai media digitali è una necessità dei nostri tempi, hanno osservato i vescovi, poiché la tecnologia è diventata parte integrante della vita umana nel mondo moderno. “La tecnologia - avverte il prelato - è una benedizione se usata in modo responsabile, ma un uso eccessivo dei media spesso porta a distrazione, affaticamento, perdita di concentrazione, indebolimento delle relazioni e diminuzione della consapevolezza spirituale”. “La connettività costante lascia poco spazio al silenzio e alla riflessione. Molti faticano a essere presenti a Dio e agli altri perché gli schermi richiedono costantemente attenzione. Il digiuno dai media digitali aiuta a ristabilire l’equilibrio e ci ricorda che la tecnologia deve servire la vita umana e non dominarla”. Spiegando lo scopo spirituale, i vescovi hanno affermato: “Il digiuno dai media digitali non consiste semplicemente nel rinunciare a qualcosa. Si tratta di fare spazio a qualcosa di meglio”.

A seguire, i vescovi forniscono alcune indicazioni utili per il digiuno dai media: evitare l’uso del telefono prima di dormire e al risveglio; limitare il tempo dedicato ai social media e allo streaming; osservare pasti e incontri senza dispositivi elettronici; praticare occasionalmente digiuni digitali di 24 ore o nel fine settimana; rimuovere le app che distraggono; sostituire il tempo trascorso davanti allo schermo con la preghiera, il servizio, la lettura o la conversazione; invitare Cristo nell’uso dei media. “Il digiuno dai media digitali non è anti-tecnologico” affermano, ma serve piuttosto “a garantire che Cristo guidi l’uso dei media da parte di ciascuno”.

I frutti del digiuno dai media digitali, secondo i vescovi, includono una relazione più profonda con Dio attraverso una preghiera rinnovata, una maggiore chiarezza mentale e concentrazione, la pace emotiva attraverso la libertà dalla stimolazione costante. E ancora, un riposo migliore e una rinnovata energia fisica, relazioni familiari e comunitarie più forti e un rinnovato apprezzamento del creato e degli incontri nella vita reale. Gesù “ci chiama a digiunare non con volti cupi, ma con cuori gioiosi che cercano il rinnovamento. Allontanandoci dall’eccesso digitale, ritroviamo il silenzio interiore, approfondiamo le relazioni e riscopriamo la presenza di Dio nella vita quotidiana” avvertono i vescovi. Secondo i dati di “We Are Social” (febbraio 2025), le Filippine continuano a occupare una posizione di rilievo a livello globale nell’uso quotidiano dei social, con una media di 3 ore e 32 minuti trascorsi online al giorno. Questo posiziona il Paese appena dietro al Sudafrica e davanti al Brasile, rendendo i filippini alcuni degli utenti di social media più connessi al mondo.

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