Manila (AsiaNews) Dopo 3 tre settimane dalle elezioni nazionali del 10 maggio scorso, i politici discutono ancora sulla tecnica del conteggio dei voti per stabilire i vincitori alla presidenza e alla vice-presidenza. Dopo quattro giorni e quattro notti di noiosi dibattiti fra senatori e membri del Congresso, si è finalmente deciso un comitato di controllo di 22 membri, 11 del senato e 11 del Congresso che controllerà ufficialmente il conteggio dei voti per le due alte cariche di governo.
I filippini attendono con pazienza i risultati delle elezioni. Si sperava che il comitato misto, diretto dal presidente del senato Franklin Drilon e dal portavoce Jose de Venecia, cominciasse oggi il conteggio. E invece l'opposizione - i senatori e i membri del Congresso che appoggiano il candidato Fernando Poe Jr. - hanno ancora messo in discussione le procedure, causando un altro ritardo.
Intanto, sabato scorso 29 maggio le 3200 urne elettorali, contenenti la documentazione dei risultati delle elezioni, sono state trasportate nell'edificio del Congresso, per il conteggio ufficiale. In precedenza, la Commissione elettorale aveva detto che avrebbe annunciato i vincitori delle due alte cariche di governo entro la prima settimana di giugno. Ma siccome il dibattito è ancora in corso tra i parlamentari, è molto probabile che l'annuncio verrà posticipato. Fra la gente c'è molta frustrazione e confusione. Le domande che ricorrono sono: questo ritardo è fatto di proposito? E per quale motivo?
Nel frattempo, i termini del presidente e del vice presidente scadono il 30 giugno. Se il conteggio dei voti non si conclude entro questa data, i due seggi rimarranno vacanti, lasciando il paese senza una guida. Oggi, in un annuncio a tutta pagina sui giornali, Fernando Poe Jr. ha promesso il suo impegno ai filippini: "Dovremmo essere uniti dietro i nostri leader debitamente eletti, che ci guideranno nelle difficoltà". Egli ha anche accusato frodi durante le elezioni e i presunti abusi di risorse del governo durante la campagna elettorale. Poe ha anche messo in discussione la composizione del Comitato misto del congresso, che, egli dice, "non provvede a un'equa rappresentazione di tutti i candidati e partiti".
Il card. Ricardo Vidal, il card. Jaime Sin, mons. Gaudencio Rosales, mons. Socrates Villegas e le diverse organizzazioni ecclesiali hanno pubblicato anche loro un comunicato su una pagina di giornale, chiedendo unità e sobrietà tra la popolazione delle Filippine: "Le elezioni sono state tutt'altro che perfette. Si sono verificati episodi quali compra di voti, intimidazioni, violenze, imbrogli. Inoltre, il conteggio dei voti lascia molto a desiderare. Ma alla fine, crediamo che la maggior parte della nostra gente sia d'accordo che in assenza di prove di frodi diffuse, le elezioni nazionali riflettono la volontà popolare". (SE)










