Eugenio Vagni ha parlato con la moglie, ma il rilascio sembra lontano

Continuano i rapporti con i leader islamici per negoziare la sua liberazione. Anche l’esercito accresce la pressione nella zona dell’isola di Sulu. Il gruppo di banditi si è diviso in quattro gruppi più piccoli.

di Santosh Digal

Manila (AsiaNews) – L’italiano Eugenio Vagni, il volontario della Croce Rossa ancora nelle mani dei ribelli di Abu Sayyaf, ha parlato al telefono ieri sera con sua moglie, ma il suo rilascio appare ancora incerto.

Gwen Pang, segretario generale della Croce Rossa filippina, ha confermato che Vagni ha parlato con sua moglie verso le 20.30 (ora locale) per alcuni minuti. In seguito la signora Vagni ha confermato che si trattava proprio di suo marito. Vagni, 62 anni, è l’ultimo dei tre operatori della Croce rossa internazionale – sequestrati il 15 gennaio scorso nell’isola meridionale di Jolo – ancora nelle mani dei gruppi estremisti.

Lo scorso 26 aprile, il comitato per la gestione della crisi di Sulu (la zona del Mindano, dove è avvenuto il rapimento), che negoziava per il rilascio di Vagni, aveva dichiarato di aver perduto i contatti con i rapitori, dopo il recupero di uno dei rapiti, lo svizzero Andreas Notter.

La telefonata è un buon segno per la ripresa dei contatti. Intanto, Ronaldo Puno, segretario generale del governo locale, ha detto che essi continuano a coordinarsi con i leader islamici della zona nello sforzo di negoziare la liberazione del volontario italiano. Anche l’esercito continua a esercitare pressione sui banditi, che sembra si siano divisi in quattro gruppi.

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