Manila (AsiaNews) I deputati musulmani delle Filippine chiedono al presidente Gloria Macapagal Arroyo di qualificare "urgente" un disegno di legge contro l'odio razziale e religioso verso le minoranze del Paese. Il riferimento è alla comunità musulmana che costituisce l'8% di una popolazione di 84 milioni di abitanti, ed è per la maggior parte concentrata nel sud, sull'isola di Mindanao.
Nonostante gli sforzi del governo di eliminare la discriminazione, i musulmani continuano ad essere considerati tutti terroristi o fondamentalisti; questo soprattutto dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 negli Usa e a causa dell'annosa rivolta islamica a Mindanao.
Da poco il Comitato per le minoranze culturali nazionali della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità il Disegno di legge 5837 "contro classificazioni razziali e religiose", che ora aspetta la seconda lettura. Il provvedimento, avanzato da Lanao del Sur Rep. Faysah Dumapra, proibisce azioni di discriminazione religiosa o razziale nei confronti delle minoranze filippine, come ad esempio "indagini immotivate, illegali o degradanti" su persone. Per i trasgressori sono previsti fino a due anni di detenzione e multe dai 200 ai 6 mila peso.
Il disegno di legge penalizza anche discriminazioni sul lavoro e il rifiuto di far entrare persone in ristoranti, hotel e altri luoghi pubblici solo in base al loro "tradizionale, ma caratteristico modo di vestire".
Dumarpa lamenta che "i musulmani sono spesso vittime di stigmatizzazione razziale o discriminazioni, in aumento dal 2001". "Noi musulmani siamo sempre i primi sospetti quando succede qualcosa di brutto nel mondo dichiara il deputato ma bisogna capire che i fedeli dell'islam, rifiutano la violenza e l'ingiustizia".










