Filippine, la presidente Arroyo non si fida più dei militari

Importanti ufficiali rimossi da comandi-chiave o posti "sotto controllo". Timore che ciò possa ostacolare la lotta al terrorismo. Percosso e arrestato chi manifesta. Caos nella politica.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Preoccupazione nell'esercito filippino che la recente poca fiducia tra il presidente Gloria Macapagal Arroyo e alcuni alti ufficiali possa ostacolare la lotta al terrorismo.

Ambienti militari hanno criticato in modo aperto la Arroyo, coinvolta in accuse di truffa e corruzione. Il presidente – che ha finora avuto sostegno pieno dall'esercito – ha posto sotto controllo o spostato ad altri incarichi alcuni alti ufficiali impegnati nella lotta contro il terrorismo islamico e il comunismo. Fra questi vi è il generale Danilo Lim, comandante del reggimento dei First Scout Ranger che controlla la zona a nord di Manila contro i ribelli comunisti. Egli è l'attuale capo dell'Unione dei giovani ufficiali, che nel 1989 aveva tentato un colpo di stato contro l'allora presidente Corazon Aquino.

E' stato rimosso il luogotenente-generale Samuel Bagasin, che comandava la 4° Infantry Division impegnata nella guerra contro i musulmani separatisti e il gruppo terrorista Abu Sayyaf.

Nei giorni scorsi gli organi di sicurezza hanno dichiarato di avere scoperto un complotto del gruppo terrorista Jemaah Islamiyah per compiere attentati nelle maggiori città filippine. Joseph Durano, segretario al Turismo, ha detto che altri soldati sono stati mandati a controllare i principali luoghi turistici. Ma Arturo Lomibao, direttore generale della Polizia nazionale, ha dichiarato che le misure per prevenire possibili rivolte contro la Arroyo distolgono esercito e polizia dalla lotta al terrorismo. "Non possiamo concentrarci al 100% su questo problema [il terrorismo]", ha detto.

Intanto la società civile e il mondo politico restano lacerati dai contrasti. Ieri, 4 ottobre, una manifestazione verso il palazzo presidenziale Malacanang per chiedere la destituzione della Arroyo è stata sciolta con la forza dalla polizia. Ci sono stati feriti e almeno 7 arresti.

Lunedì 3 ottobre ambienti governativi avevano denunciato un complotto per uccidere il presidente Gloria Macapagal Arroyo. L'opposizione ha urlato che era una "fandonia" per distrarre l'attenzione dalle accuse contro la Arroyo. (PB)

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