Filippine, Primo maggio fra proteste pacifiche contro il governo

La presidente Arroyo promette migliorie economiche ma, secondo gli esperti, il governo non ha i fondi necessari neanche per alzare i salari minimi.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 10 mila persone sono sfilate per le strade di Manila in 2 diverse manifestazioni per il 1° maggio, a contestare la presidente Gloria Macapagal-Arroyo ed il governo.

Per paura di disordini migliaia di uomini fra esercito e polizia - in tenuta anti-sommossa - hanno presidiato le strade: è stato impedito ai dimostranti di avvicinarsi al palazzo presidenziale e di unirsi in un  corteo unico. Il gen. Generoso Senga, comandante dell'Esercito, ha assicurato che tutte le Forze armate, circa 120 mila soldati, sostengono il governo e sono pronti a impedire un'insurrezione.

Fortunato Abat, deputato ed ex generale, ha dichiarato che le sue denunce di sabato contro i politici filippini non erano un incitamento alla rivolta: ha però ripetuto che il governo è inefficiente e corrotto e ha il dovere di  dimettersi.

I sindacati osservano che il salario minimo giornaliero nel Paese è fermo a 280 pesos nonostante il continuo incremento dei prezzi di beni e servizi essenziali: per questo motivo chiedono un aumento di almeno 125 pesos (18 dollari Usa). Una recente indagine della Social Weather Station (Sws) dimostra che soffrono la fame non solo i disoccupati – il 15,9 % della popolazione - ma anche i lavoratori autonomi (13,2 %), i dipendenti privati (11,6 %) e quelli pubblici (6,4 %).

Il portavoce del Movimento Primo Maggio, Elmer Labog, ha anche denunciato "l'assassinio politico" di 33 sindacalisti, uccisi nel 2005 dai militari e ha chiesto "un esplicito impegno del governo per fermare questi omicidi politici".

Dal palazzo presidenziale - presidiato dall'esercito - la Arroyo ha dichiarato che è "allo studio"  l'ipotesi di un aumento del salario minimo e che ha chiesto al governo di stanziare i fondi per un aumento ai dipendenti pubblici; ha ordinato inoltre agli esperti un esame della richiesta sindacale di ridurre la ritenuta d'acconto.

Gli analisti commentano che, nonostante le dichiarazioni, il governo non ha i fondi per aumentare gli stipendi e che cercherà di raccogliere oltre 80 miliardi di pesos con nuove imposte. (PB)

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