Filippine verso le elezioni 2025. Vescovo di Antipolo: siate 'servi della gente'

Dall'1 all'8 ottobre la Commissione elettorale sta registrando le candidature di chi vuole concorrere per il voto parlamentare di medio termine del maggio 2025: i 12 posti da senatore tra le cariche più ambite. Mons. Ruperto Cruz Santos invoca collaborazione tra Chiesa e istituzioni. Appello ai politici a riflettere "sul benessere della comunità".

di Santhos Digal

Manila (AsiaNews) - “Quanti aspirano a una carica pubblica riflettano profondamente sul benessere della comunità e sul bene della nostra nazione”. Così si è pronunciato durante una celebrazione presso la sede della Guardia Costiera a Manila il vescovo di Antipolo, Ruperto Cruz Santos, esortando quanti si candideranno a guidare il Paese a pensare al loro impegno come una missione, operando come servitori e pastori per tutti. Da ieri e fino all'8 ottobre la Commissione elettorale (Comelec) ha infatti iniziato ad accogliere le candidature o i certificati di candidatura (CoC) di coloro che correranno per le elezioni nazionali e locali del 2025. Le prossime elezioni di medio termine saranno a maggio e, secondo le previsioni, vedranno un testa a testa tra il presidente Ferdinand Marcos Jr. e il suo predecessore ed ex alleato, Rodrigo Duterte.

L’appuntamento del prossimo anno determinerà l’elezione di 12 senatori, 254 parlamentari distrettuali, 63 deputati in rappresentanza dei partiti, 82 governatori e vice governatori, 1.682 membri dei consigli delle grandi città, 800 membri dei consigli provinciali, 11.948 membri dei consigli municipali, 149 sindaci e vice sindaci di città, 1.493 sindaci municipali e 40 rappresentanti della Regione autonoma del Bangsamoro nel Mindanao musulmano (BARMM), la regione autonoma della parte sud-occidentale dell'isola di Mindanao chiamata alle sue prime delicate elezioni.

Rivolgendosi alla comunità cristiana, il presule ha aggiunto: “Ognuno di noi ha le proprie situazioni di vita e ruoli diversi nella società. Siamo membri della Madre Chiesa. Allo stesso modo, il governo ci include e ci coinvolge. Io e voi siamo cittadini. Siamo anche credenti in Dio onnipotente”. Ha poi usato una metafora: “Siamo come le rotaie di un treno: dritte e allineate, non storte o separate”. Sottolineando quanto sia fondamentale condividere le responsabilità, sollecitando una preziosa collaborazione tra Chiesa e istituzioni. “Voi del governo, che vi occupate di loro come cittadini, e noi della Chiesa, che li guidiamo come credenti, verso un'unica destinazione: la salvezza. Per voi è la salvezza del corpo, per noi la salvezza dell'anima. Salvarli è il nostro servizio: servizio attraverso il governo e servizio attraverso la Chiesa”. 

“Anche se abbiamo ruoli diversi nella vita e poteri sociali diversi, non siamo nemici o antagonisti”, ha aggiunto ancora mons.Ruperto Cruz Santos. Il bene comune lega sacerdoti e politici al servizio del Paese. Pertanto, sia nel governo sia nella Chiesa, la richiesta è di essere fedeli servitori. “Siamo servi del popolo. Il popolo ci ha scelto e ordinato come sacerdoti - ha aggiunto -. La Chiesa e la nazione si aspettano che noi serviamo il popolo”.

Il vescovo ha affermato che c'è urgente bisogno dell’aiuto degli elettori e delle elettrici, della loro compassione, senza alcuna aspettativa di contraccambio. Servire gli altri dimostra infatti l'amore di Dio: “Abbiamo ricevuto da Dio più di quanto ci aspettassimo: doni bellissimi, abbondanti, eccellenti e traboccanti. Tuttavia, non possiamo tenere queste benedizioni per noi. Condividiamole invece con gli altri, aiutiamo chi ha bisogno e offriamo i nostri doni a Dio attraverso la nostra compassione e il nostro servizio alle persone che ci ha affidato”, ha detto Santos.

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