I primi 100 giorni di Aquino, tra luci e ombre

Il presidente delle Filippine dice che il Paese è pronto per il decollo ed elogia i successi economici raggiunti dalla sua amministrazione. Ma resta ancora aperta la contrapposizione con la Chiesa sulla legge pro-aborto da lui sostenuta.

Manila (AsiaNews/ Agenzie) – Il presidente Aquino festeggia i suoi primi 100 giorni di governo e annuncia che le Filippine sono “pronte per il decollo” ed elogia la nuova amministrazione che ha già aperto la strada a nuovi investimenti esteri nel Paese.

Nel suo discorso, pronunciato ieri al Consolacion College di Manila, davanti a migliaia di persone, Aquino ha affermato: “Abbiamo ottenuto questo risultato perché credo nel mio governo e credo che sia  l’ora di rivolgere lo sguardo al mondo”. "Ora - ha aggiunto - avete un governo che è pronto a parlare e dire la verità…e ad alzare il livello della discussione pubblica su questioni che riguardano tutti noi e le future generazioni".

Il presidente ha citato i recenti successi in campo economico, come l’innalzamento delle riserve di valuta internazionale a un livello record di 52,3 miliardi di dollari e la buona prestazione del peso filippino sulla sterlina nel mercato azionario. Secondo lui, questo dimostra la fiducia del mondo economico nel popolo e nel suo governo. “Il Philippine Stock Exchange (Pse) – ha sottolineato - è ora uno dei migliori mercati azionari dell’ Asia. E mentre il peso si sta rafforzando e l'economia è in crescita, i prezzi dei beni restano costanti”.

 Aquino ha aggiunto che la sua amministrazione ha attirato investimenti esteri per oltre 2,4 miliardi di dollari e creato 43.600 nuovi posti di lavoro, nonostante i problemi ereditati dal governo dell’ex presidente Gloria Arroyo. Secondo il presidente la corruzione sviluppatasi con i precedenti governi resta ancora uno dei principali problemi del Paese. 

Eletto lo scorso maggio, Aquino ha impostato la sua campagna elettorale sul cambiamento radicale del Paese, dopo 6 anni di governo Arroyo, generando una grande aspettativa nella popolazione, vera protagonista delle elezioni con oltre l’85% di affluenza.  

Nonostante i rapidi successi elencati, alcune ombre gravano già sulla sua amministrazione. Tra questi la crisi degli ostaggi di Hong Kong conclusasi tragicamente con sette morti e il dibattito ancora aperto con la Chiesa sulle posizioni a favore della legge pro-aborto.

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