Manila (AsiaNews) Mons. Fernando Capalla, arcivescovo di Davao e presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine, ha ammesso che i cattolici filippini hanno una scarsa comprensione del pentimento. In un suo editoriale pubblicato sul bollettino della Conferenza Episcopale, egli ha evidenziato che "il pentimento è difficile perché oggi il senso del peccato sta scomparendo dalla coscienza dei filippini". E ha portato degli esempi sia a livello personale che politico.
Lo scorso novembre, nel preparare al matrimonio 32 coppie che da anni convivevano, il parroco ha detto loro di accostarsi al sacramento della confessione prima di essere uniti in matrimonio dall'arcivescovo. Ma le coppie hanno risposto: "Padre, noi non abbiamo peccati da confessare!". L'arcivescovo ha spiegato che rispondendo così, le coppie hanno dimostrato di non essere più consapevoli del loro peccato, legato alla convivenza al di fuori del matrimonio sacramentale. Ciò è a causa della loro "coscienza indifferente e fiacca, così indurita da non ascoltare più la voce interiore di Dio". Le persone trovano difficile dire: "Mi dispiace, Signore".
La risposta spontanea di quelle coppie è comune a "molti nel nostro paese e nella chiesa di oggi", senza differenza tra ricchi e poveri. Molti cattolici filippini hanno perso il senso del peccato.
Da 29 anni mons. Cavalla lavora per la riconciliazione tra cristiani e musulmani. Egli è anche il consigliere presidenziale nel processo di pace tra governo e il Fronte nazionale di liberazione Moro (MNLF), attivo a Mindanao occidentale. L'arcivescovo sostiene che è necessaria la riconciliazione per arrivare alla pace a Mindanao, ma ritiene che sia molto difficile, nonostante il Corano e la Bibbia menzionano la necessità del perdono per la riconciliazione. Non c'è perdono senza il pentimento dei propri peccati. Oggi, i peccati personali di rado sono condannati come disordini morali, offese contro il Dio d'amore, violazioni dei comandamenti, rifiuto del Suo amore.
Il vescovo si domanda: cosa è accaduto? Perché le persone dicono che il peccato non c'è più? Perché ci si confessa così poco? Perché così tanti ricevono il Corpo di Cristo nella Santa Comunione perfino in stato di peccato mortale?
E continua: il paese è in piena campagna elettorale. Politici, candidati e sostenitori sono consapevoli del male e del peccato che si fanno l'un l'altro e infliggono alla gente. I politici distribuiscono promesse vane, comprano i voti degli elettori; alcuni perfino diffamano con la menzogna i candidati rivali. Ma nonostante tutto questo, vanno in chiesa, partecipano alla Messa, fanno la Comunione. Quando escono dalla chiesa, però, combattono gli uni contro gli altri. (SE)










