Manila (AsiaNews) - L’ex deputato filippino Elizaldy “Zaldy” Co è fuggito in Francia, dove avrebbe fatto richiesta di asilo, dopo essere scappato dalla Repubblica ceca. Un caso che secondo la stampa filippina sta mettendo in luce le gravi lacune nei meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale del governo di Manila.
Zaldy Co, ex rappresentante del partito Ako Bicol, era stato fermato a Praga il 16 aprile a Praga per violazione delle norme di immigrazione. Nelle Filippine è accusato di corruzione e malversazione legate a progetti pubblici, in particolare nei progetti di controllo delle inondazioni. Negli ultimi mesi, però, dall’estero, ha rilasciato una serie di dichiarazioni in cui accusa il presidente Ferdinand Marcos Jr. e altri esponenti politici di aver beneficiato di tangenti legate agli stessi progetti infrastrutturali. A luglio ha lasciato le Filippine con un’autorizzazione per cure mediche e da allora non è più rientrato, iniziando un periodo di permanenza all’estero che lo ha portato in Europa, da cui sostiene di essere oggetto di persecuzione.
In assenza di mandato internazionale e di un chiaro quadro giuridico bilaterale, le autorità ceche, però, lo hanno rilasciato. E questo nonostante Manila avesse presentato una richiesta di “red notice”, strumento utilizzato per collaborare con l’Interpol europea. L’approvazione però non è ancora arrivata. Il segretario alla Giustizia Fredderick Vida ha ammesso che il caso evidenzia un “vuoto procedurale” e ha annunciato una revisione completa della domanda, che sarà presa in carico da una task force specifica, nel tentativo di dimostrare che i reati contestati a Co sono perseguibili anche nei sistemi giuridici europei.
Il presidente Ferdinand Marcos Jr., che respinge le accuse di Co nei confronti del suo governo, ha espresso “delusione” per l’esito dell’operazione e ha chiesto chiarimenti sia alle autorità ceche sia a quelle francesi. Secondo informazioni del ministero degli Esteri filippino, Co si trova ora in Francia, dove ha presentato richiesta di asilo politico.
Lo scandalo sui progetti contro le inondazioni è il più grave caso di corruzione emerso nelle Filippine negli ultimi anni, al puntoche era stato proposto l'impechament per Marcos, riaccendendo la battiglia politica con i clan dei Duterte, da cui proviene la vice presidente Sara e l'ex presidente Rodrigo. Centinaia di progetti finanziati con fondi pubblici per un valore complessivo di centinaia di miliardi di pesos sono stati gonfiati nei costi, duplicati o addirittura mai realizzati e le risorse, anziché essere spese per il contrasto alle alluvioni stagionali, sono state dirottate a politici e appaltatori sotto forma di tangenti. Il caso aveva provocato proteste di massa. Anche se la situazione per il momento appare rientrata, continuano le accuse incrociate tra fazioni politiche.










